FIRENZE, 01 APRILE – Si chiama Ponte d’Oro l’operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate iniziata ieri a Firenze. Con abiti civili, nascosti tra le migliaia di turisti, gli uomini delle Fiemme Gialle hanno controllato le storiche botteghe orafe di Ponte Vecchio. Passati al setaccio circa 20 negozi e la verifica non ha riguardato soltanto i libri contabili, ma anche la situazione patrimoniale di molti proprietari.

Come era successo qualche tempo fa a Cortina, i funzionari hanno controllato il registratore di cassa e le operazioni giornaliere appostati dentro il negozio. Con la massima discrezione possibile, per non intimidire i compratori, hanno osservato le trattazioni economiche dei gioiellieri. La grande mole di dati raccolti sarà elaborata nei prossimi giorni, ma da indiscrezioni sembra che il fatturato giornaliero sia salito del 400% durante i controlli.

Il primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi, ha commentato la notizia dei controlli a Ponte Vecchio con una velata, ma non troppo, vena polemica. « Ero a favore dei blitz a Cortina, sono a favore dei blitz a Firenze, senza incertezze», ha scritto su Facebook,« L’obiettivo è chiaramente mediatico, ma tutto fa comodo quando c’è da combattere l’evasione. Segnalo però all’Agenzia delle Entrate che la mia amministrazione solo nell’ultimo mese ha fatto 30 segnalazioni qualificate, secondo le norme di legge». Di queste segnalazioni di evasori certi, continua Renzi, « Perché ancora non sappiamo nulla? Bene gli spot, ma noi la lotta all’evasione vogliamo farla anche quando si spengono le telecamere. Spero che dall’Agenzia delle Entrate arrivino le risposte alle nostre segnalazioni, non solo gli spot tv».

Concorda con i controlli anche Laura Piccini, presidente dell’Associazione Ponte Vecchio, ma, come spesso succede nel nostro paese, il commento, per essere credibile, deve diventare attacco. « È giusto fare i controlli e chi evade paghi le tasse, siano essi commercianti, industriali, professionisti», ha affermato Piccini, «ma siccome tutti dobbiamo tirare la cinghia, allora è giusto che si controllino i politici e i loro sprechi, anche perché il cattivo andamento del Paese è dovuto alla loro gestione e agli sperperi». Commento corretto, ma inopportuno, almeno fino alla fine delle verifiche che sembrano contenere grosse sorprese.

Anche a Milano, la scorsa notte, gli uomini della Polizia Municipale, circa un centinaio, hanno controllato molti esercizi commerciali della Movida cittadina e alcuni possessori di auto di lusso. A due mesi di distanza dai controlli eseguiti nella zona dei Navigli, Brera, corso Como, corso Garibaldi e corso Vercelli del 29 gennaio scorso, l’attenzione rimane alta.

Luca Bresciani