PESARO, 30 MARZO – Valentino Rossi non vince più in gara, ma spera di avere miglior sorte in aula di tribunale. Il pluricampione del mondo infatti ha deciso di portare davanti al giudice civile il suo ex commercialista che si era occupato dell’ormai famoso accordo col Fisco. Il motivo del contendere sarebbe la parcella richiesta, giudicata da Rossi troppo eccessiva.

Se da una parte lo studio commerciale Mainardi-Tasini di Pesaro è riuscito a ridurre le richieste dell’Agenzia delle Entrate dalla stratosferica cifra di 200 milioni di euro a 35, la pretesa di 1 milione e 800 mila euro per il lavoro svolto al “Dottore” sembra esagerata. Anche perchè Rossi non riconosce al suo ex studio commerciale di fiducia tutti i meriti di quell’accordo. Valentino infatti avrebbe già pagato un milione per la consulenza dei professori D’Ayala Valva e Uckmar, consulenza di cui in seguito lo studio Mainardi-Tasini si è servito per portare avanti la pratica.

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I legali del campione, l’avvocato e dottor commercialista Achille Marchionni e lo studio legale di Maurizio Terenzi, hanno dunque chiesto al giudice civile di stabilire il giusto ammontare della parcella. Inoltre, hanno fatto richiesta di risarcimento danni perchè il suo ex commercialista avrebbe abbandonato l’incarico a metà del 2008, quando Valentino non aveva ancora chiuso la sua disputa con il Fisco.

Stando alle dichiarazioni dei suoi legali, Rossi sta attraversando «un momento delicatissimo in cui necessiterebbe della maggiore tranquillità possibile per svolgere in totale concentrazione la propria attività». Per queste ragioni, il campione ha chiesto il giudizio immediato. Ieri c’è stata un’udienza davanti al giudice Francesco Nitri, durante la quale sono stati ascoltati dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate e il professor Valva, i quali hanno ricostruito le fasi dell’accordo. Il 24 maggio invece dovrà essere ascoltato proprio Valentino.

Francesco Ciabattoni
Redazione Stage