VERONA, 30 MARZO – Secondo dramma della disperazione dovuto alla crisi in due giorni. Dopo il caso dell’imprenditore edile che si è dato fuoco mercoledì scorso davanti alla sede dell’agenzia dell’Entrate a Bologna, ieri un cittadino marocchino di 27 anni si è cosparso di benzina e si è dato fuoco in Piazza Bra. “Sono quattro mesi che non ricevo lo stipendio, non voglio finire a spacciare o a rubare”.

IL DRAMMA – Erano le 11.20 quando, davanti alla sede del municipio, a pochi metri da un presidio di sostegno a una famiglia che protestava contro il tribunale dei minori di Venezia, il giovane operaio edile magrebino ha aperto una bottiglietta e si è versato sui vestiti del liquido infiammabile. Poi, ha estratto l’accendino e ha acceso la fiamma, scatenando il proprio rogo umano.

Fortunatamente per l’uomo, i carabinieri della compagnia di Verona, impegnati nel servizio di ordine pubblico disposto in occasione del presidio, sono intervenuti tempestivamente, spegnendo le fiamme con un drappo dei manifestanti, prima che il giovane rimanesse gravemente bruciato. I carabinieri, dopo aver prestato i primi soccorsi al ferito, hanno anche recuperato l’accendino e la bottiglietta.

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Il marocchino, residente a Verona, è ricoverato all’ospedale di Borgo Trento, con ustioni alle gambe e alla testa, ma non risulterebbe in pericolo di vita. Anzi il giovane avrebbe poco soltanto qualche bruciatura. Una volta medicato, il giovane, in stato confusionale, è stato tenuto in osservazione nel reparto di psichiatria.

La vicenda, comunque, presenta numerosi punti oscuri: l’extracomunitario avrebbe dichiarato di lavorare come operaio edile in un consorzio cooperativo ed effettivamente portava con sé un tesserino di lavoro, ma il titolare della cooperativa a cui fa riferimento non ha riconosciuto il documento. Gli inquirenti stanno incontrando difficoltà anche nel tracciare gli spostamenti del magrebino negli ultimi mesi: le uniche cose sicure sono che l’uomo aveva lasciato la sua abitazione ad inizio gennaio e da quel momento viveva senza fissa dimora, frequentando anche le mense dei poveri.

LE OPINIONI DELLA POLITICA – Siamo estremamente dispiaciuti per quello che è successo, è chiaro che in una situazione di crisi, di difficoltà economica come quella attuale può succedere», ha commentato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera.

Vincenzo Scudiere, il segretario confederale della Cgil, ha definito l’accaduto “un fatto gravissimo, sintomo di una grande esasperazione che imbriglia i lavoratori più deboli e spesso soli con i loro problemi”, mentre per il segretario nazionale del Pdci Oliviero Diliberto “è un chiaro sintomo dello stato in cui versa il mondo del lavoro oggi”. Della stessa opinione è Romano Prodi, che vede nel tentato suicidio di Verona “un terribile segnale di disperazione”.

Il segretario del Prc Paolo Ferrero ha individuato i colpevoli della disperazione che sta attanagliando tanti lavoratori: “La responsabilità di tanta disperazione, che coinvolge operai e piccoli imprenditori che non sanno come pagare i loro debiti, sta nelle politiche del governo e delle banche”.

Giovanni Gaeta
Redazione Centrale