ROMA, 30 MARZOSequestrati dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma beni mobili ed immobili, quote societarie e conti correnti riconducibili alla famiglia dell’ex leader libico Gheddafi ed a membri del suo entourage per un valore complessivo di oltre un miliardo e cento milioni di euro. Il sequestro è stato emesso dalla Corte d’Appello di Roma su rogatoria della Corte di Giustizia dell’Aia nell’ambito del procedimento per crimini contro l’umanità nei confronti di Gheddafi, del figlio Saif Al Islam e del capo dei servizi segreti Abdullah Al Senussi.

Nel patrimonio partecipazioni azionarie in Unicredit, Eni, Finmeccanica, Fiat, Fiat Industrial, Juventus, nonché un immobile a Roma, 150 ettari di bosco localizzati nell’isola di Pantelleria (TP) e due motoveicoli, fra cui una Harley Davidson

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Le investigazioni patrimoniali delle fiamme gialle hanno consentito di individuare due società di finanziamento attraverso le quali gli esponenti del passato regime libico avevano nel tempo effettuato investimenti nel nostro Paese.

Il fine del sequestro sarà quello di garantire forme di risarcimento per le vittime del regime di Gheddafi. L’iniziativa del Tribunale de L’Aja si inserisce in un più ampio contesto delineato da due decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e da due Regolamenti del Consiglio dell’Unione Europea in forza dei quali i predetti organismi, in relazione al precipitare della situazione in Libia, avevano richiesto alla Comunità Internazionale il congelamento di tutti i fondi e delle risorse economiche appartenenti, possedute, detenute o controllate da Gheddafi o da soggetti a lui riconducibili.

Alessandra Massagrande
Redazione Centrale