ROMA, 30 MARZO – chi sono gli esodati? Sono un gruppo di lavoratori che hanno lasciato il proprio posto di lavoro, con dimissioni volontarie, convinti che avrebbero avuto accesso alla pensione una volta completato il ciclo di ammortizzatori sociali o di buonuscite a loro dedicati. Adesso, però, con la nuova riforma delle pensioni, questi lavoratori sono intrappolati in una morsa che ha dell’incredibile: sono troppo giovani per andare in pensione e troppo “vecchi” per essere appetibili per le aziende.

I dati sono confusi. Il Governo ha messo a disposizione 240 milioni di euro per far fronte all’emergenza. Mentre per il PD, che ieri ha presentato varie interrogazioni parlamentari a riguardo, questa cifra copre a mala pena un terzo dei lavoratori. Alcune stime parlano di addirittura 350mila italiani.

Il Ministro Fornero si è difesa dalle accuse di menefreghismo in un’intervista a Radio Anch’io. «Abbiamo fatto una riforma delle pensioni seria e severa che ha portato cambiamenti importanti», ha affermato il Ministro del Welfare, «si sono creati problemi, gli esodati sono uno dei problemi. Me ne faccio carico, non li ho dimenticati. Mi sono impegnata a trovare una soluzione entro il 30 giugno, spero di riuscirci prima. Sono di più dei conti che abbiamo fatto, ma troveremo una soluzione equa».

«Mi stupisco quando vengo descritta senza cuore, non lo sono», ha proseguito la Fornero. «L’idea che ci sia così tensione sociale, così disperazione fino ad arrivare a gesti estremi mi crea angoscia», e sottolinea il Ministro, «Anche se appariamo freddi e tecnici ci mettiamo sensibilità, spaccare il Paese è l’ultima cosa che vogliamo fare».

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Ovviamente non poteva non parlare della riforma del mercato del lavoro, anche alla luce dello sciopero del 13 aprile prossimo. «Abbiamo portato avanti sempre un colloquio sincero. Non abbiamo mai dato una impostazione ideologica alla discussione. Non abbiamo mai messo l’articolo 18 sotto un faro ideologico». L’auspicio è quello di un accordo firmato da tutti, senza la convinzione che lasciare fuori dalle aziende la Cgil sia sinonimo di investimenti futuri.

Sul tema licenziamenti, Elsa Fornero ha spiegato che «La soluzione vincente sarebbe l’idea di scoraggiare il ricorso al giudice». «Dobbiamo partire dal presupposto che i lavoratori non sono tutti fannulloni e che gli imprenditori non sono solo sfruttatori», ed ha poi aggiunto, «In Germania si va dal giudice per il 5% di casi di licenziamento, andare dal giudice è la parte di fisiologia e non di patologia».

Luca Bresciani