ROMA, 30 MARZO – Sergio Marchionne ribadisce che Fiat non lascerà l’Italia. Dalle colonne del quotidiano canadese Tandem, L’amministratore Delegato ha fatto sapere che sta seguendo da vicino le questioni nazionali e ad ha parlato sia della sentenza di Melfi, sia della riforma del mercato del lavoro.

Ai giornalisti che gli hanno chiesto delucidazioni sul ricorso depositato presso la Corte di Appello di Potenza, presentato da Fiat a seguito della pubblicazione delle motivazioni del reintegro dei tre operai di Melfi, l’AD ha affermato «Abbiamo presentato appello. Lasciamo decidere i giudici». Alcuni hanno creduto che l’esito della vertenza avrebbe convinto Fiat a lasciare il nostro paese, ma Marchionne ha confermato «La risposta è no». Tombali le esclamazioni di Marchionne, ma ancora i tanto attesi denari di investimento previsti dal piano industriale non sono arrivati.

L’interesse della Fiat per le modifiche che potrebbe subire l’art. 18 è alto. Marchionne ha osservato che «L’Articolo 18 è nelle mani del presidente del Consiglio Monti. Ho parlato con lui prima di partire, venerdì sera. È coinvolto nel progetto e dobbiamo consentirgli di andare avanti. Senza stop».

Intanto la situazione dello stabilimento di Melfi cerca di tornare alla normalità. È prevista per il 3 aprile la riapertura dopo lo stop forzato dallo sciopero delle bisarche e la settimana di Cassa integrazione programmata in precedenza.

Luca Bresciani