TARANTO, 28 MARZO – Nuovi sviluppi nell’indagine sulla morte di Sarah Scazzi sono emersi nel corso della decima udienza in Corte d’Assise del processo per l’omicidio della quindicenne di Avetrana (Taranto) strangolata il 26 agosto 2010 e gettata in un pozzo nelle campagne del paese.

Le analisi sui tabulati telefonici del cellulare di Cosima Serrano, condotte dai Carabinieri del Ros di Lecce, hanno rivelato che, all’ora del delitto, il cellulare della moglie di Michele Misseri era agganciato alla stessa cella Gsm di quello di Sarah. Questo collocherebbe la donna sulla scena del delitto e sconfesserebbe la difesa di Cosima, la quale ha sempre negato la sua presenza nel garage.

Il tenente colonnello Paolo Vincenzoni, durante l’udienza, ha spiegato che i cellulari normalmente si agganciano alla rete Umts e l’unico posto in cui si poteva prendere la rete Gsm era proprio il garage, dove si trovava il telefonino di Sarah alle 14.42. E dove il cellulare di Cosima, collegato proprio a quella cella, ha ricevuto una telefonata alle 15.25.

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L’abitazione della famiglia Misseri è coperta, infatti, da un ripetitore Umts di terza generazione ad esclusione del garage, dove il segnale Umts non arriva: lì i cellulari non solo sono passati alla frequenza Gsm, come avviene in questi casi, ma si sono connessi ad una cella che gli specialisti del Ros non hanno poi rilevato nella veranda, nel cortile e nell’abitazione degli zii di Sarah.

La mappatura telefonica compiuta dai carabinieri del Ros permetterebbe alla pubblica accusa di individuare il luogo del delitto nella casa dei Misseri, dove si sarebbero trovati Sabrina, Cosima e Michele, che avrebbero poi spostato il corpo di Sarah nel garage.

I tabulati telefonici incastrerebbero Cosima e sua figlia Sabrina anche per il giorno successivo all’omicidio della 15enne: il 27 agosto 2010, dalle 10.26 alle 10.40, i loro cellulari si trovavano in un’area rurale compresa tra Avetrana e San Pancrazio Salentino, una zona compatibile sia con la contrada Mosca, dove poi fu trovato il cadavere di Sarah, sia con la zona nella quale vennero ritrovati i resti dei vestiti bruciati della ragazzina.

Giovanni Gaeta