BOLOGNA, 28 MARZO – Per la prima volta parla la mamma di Dayana, l’unica bambina morta nel naufragio della Costa Concordia. Aveva solo cinque anni ed era andata col papà Williams e la compagna in crociera. Dopo il naufragio l’hanno cercata per quaranta giorni, fino al giorno del ritrovamento del cadavere, assieme a quello del padre.

Non si da pace la madre Susy, ripensando alla vicenda. Dayana è l’unica bambina morta nel naufragio della Costa Concordia. Al momento dell’impatto si trovava con il padre, mentre gli altri bambini erano seguiti da un animatore.

I testimoni hanno raccontato di aver visto la piccola terrorizzata, che piangeva e chiamava la mamma.

Per la prima volta, Susy parla, e lo fa in un’intervista esclusiva rilasciata al settimanale “Oggi”. “L’altra notte l’ho vista – dice Susy -. Ho visto la mia Dayana, mi ripeteva che devo stare tranquilla, che sta bene”. E ancora: “Ci sono stati tanti piccoli segnali, chissà, magari davvero è lei che vuole mandarmi un messaggio. Quando succedono queste tragedie ogni cosa ha un senso diverso. Mi piace ricordare la vocina di mia figlia, sempre felice, sempre chiacchierina. Adorava giocare a fare la maestra: mi faceva sedere e mi raccontava le favole, poi io dovevo ripetere”.

Il rimorso di non essere stata vicino a sua figlia le fa addirittura pensare che se le cose fossero andate diversamente, probabilmente sarebbe ancora viva. “Credo che se il mio ex marito Williams non avesse trovato Dayana… L’animatore ha messo in salvo su una scialuppa tutti i bimbi che gli erano stati affidati. Il pensiero più atroce e che non mi dà pace è pensare che Dayana sia morta col terrore nel cuore e negli occhi. È morta disperata. Spero tanto che non abbia visto spirare il suo papà..”

Susy racconta poi le vicende di quella notte, grazie alla ricostruzione dei fatti, avvenuta assieme agli avvocati e Michela, la compagna di Williams.

“Williams e Michela erano in una sala giochi quando la nave ha urtato contro gli scogli. Lui si è spaventato e ha deciso di andare a riprendere Dayana al mini club. Mentre si avviava, ha incontrato l’animatore con tutto il gruppo dei bambini e ha preso Dayana. C’era molta folla sul ponte della nave e, invece di proseguire, Williams, Dayana e Michela sono entrati nella saletta Praga, una stanza per le riunioni. Williams era preoccupato per le sue medicine, doveva prenderle ogni tre ore da quando aveva subito il doppio trapianto di pancreas e rene e voleva tornare in cabina, due piani sopra a dove si trovano, per recuperarle”. “Uscendo dalla saletta, però – riprende Susy -, ha incontrato il medico della nave che lo ha rassicurato e gli ha detto che una volta arrivati al Giglio avrebbe trovato i farmaci necessari. A quel punto, loro tre hanno percorso un pezzo di ponte esterno verso la poppa della nave e si sono fermati in uno dei corridoi che attraversano la nave da lato a lato. Hanno tergiversato lì per un po’ perché c’era molta calca e non riuscivano a muoversi. Da quella parte, però, iniziava a essere tutto allagato e allora loro hanno provato ad andarsene ma, proprio in quel momento, la nave si è inclinata di colpo, il pavimento è diventato come una parete e Dayana e suo padre sono scivolati sul fondo, dove poi li hanno ritrovati “.

La giornalista chiede inoltre a Susy se prova rancore per il comandante Schettino, e lei dà una risposta inaspettata: “Io non lo odio Schettino, non sento rancore per lui. Tutti possono commettere degli errori, altrimenti il mondo sarebbe perfetto e non è così”. E alla domanda se sappia che il comandante ha detto di essere sconvolto per la morte di Dayana, lei risponde: “Ci credo, non penso che finga. Anche lui è padre e sono convinta che sappia come si sentirebbe se succedesse qualcosa di irreparabile a sua figlia”.

La donna conclude l’intervista con parole ricche di solidarietà e speranza, confidando la sua intenzione di voler dar vita ad un’associazione benefica per bambini che porterà il nome di Dayana. “Lo farò perché voglio che da tutto questo dolore nasca qualcosa di buono e di utile per altri bambini. Costa Crociere si è già impegnata a finanziare un progetto in questo senso”.

Samantha Pontieri
Redazione Stage