ROMA, 27 MARZO – Forti proteste, stamani, davanti al Ministero per lo Sviluppo Economico in via Molise dove è in corso un importante vertice sul futuro di Alcoa. La multinazionale con sede negli Stati Uniti, ha infatti deciso di chiudere lo stabilimento di Portovesme in Sardegna. Sono presenti al tavolo il Ministro Corrado Passera, i vertici aziendale Alcoa ed i sindacati.

I lavoratori dello stabilimento, circa 350, si sono radunati dalle prime ore di stamani a Roma per esprimere le loro preoccupazioni riguardo alla proposta di Alcoa di usufruire della mobilita. «Non vogliamo diventare dei parassiti sociali dello Stato», urla un lavoratore ad un giornalista de Il Fatto Quotidiano. «Noi vogliamo che si mantenga a Portovesme la produzione dell’alluminio», ha proseguito il lavoratore, «Perché senza (la produzione) il Sulcis (regione a sud della Sardegna) morirebbe e morirebbero tantissime famiglie». Considerando l’indotto infatti, la produzione di alluminio, in quella zona della Sardegna, conta circa 3.000 operai e per tutti sarebbe a rischio il posto di lavoro.

Per il Ministro Passera si tratta di questione delicata. Alcoa, ha affermato, «è tra le vertenze su cui c’è il massimo impegno del ministero, del sottosegretario De Vincenti e mio personale. Come governo stiamo facendo il massimo per facilitare le trattative, ma tutti sappiamo bene che non è garantito il risultato, perché ci muoviamo in un settore molto difficile».

Le parole di Passera non smorzano i toni, anzi i lavoratori hanno protestato in corteo da piazza Della Repubblica, bruciando le tessere elettorali e inneggiano slogan come “io puzzo di sudore, voi governo del sangue degli operai” e “No alla chiusura degli stabilimenti Alcoa” fino ad arrivare in via Molise. La tensione è salita quando i lavoratori hanno cercato di forzare il cordone di Polizia e Carabinieri che protegge il palazzo del Ministero. Lanci di oggetti, bombe carta e petardi sono stati indirizzati verso le forze dell’ordine che hanno risposto con alcune cariche. Unico ferito sembra essere il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Giampaolo Diana, colpito al volto da una bomboletta.

Luca Bresciani