BOLOGNA, 27 MARZO – In seguito al decesso di una ragazza di 29 anni in uno studio privato di Barletta a causa della somministrazione di sorbitolo comprato dai medici su eBay, i Nas hanno sequestrato in 2 fabbriche di Rovigo e Mantova 1000 tonnellate della stessa sostanza. Intanto l’Italia si interroga sui pericoli dell’acquisto di farmaci via web.

IL MINISTRO E LE STIME DELL’AIFA – Se da una parte il ministro della Salute Renato Balducci rassicura sul fatto che «non c’è un allarme sorbitolo in Italia e non ci sono ragioni per un allarme sanitario generalizzato concernente i prodotti che ne fanno uso», tuttavia impressionano le cifre rese note dall’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, relative al fenomeno criminale della vendita illegale di farmaci. L’Aifa, che riporta i risultati di uno studio dell’ente statunitense LegitScript, il servizio di verifica e controllo delle farmacie on line, avverte che «solo l’1% delle 40.000 farmacie censite sarebbe legale, ovvero controllato dalle autorità competenti. Il resto dell’esistente sarebbe invece rappresentato da farmacie false o illegali. Le prime dedite esclusivamente alla frode, le seconde alla diffusione di prodotti sospetti e non conformi agli standard vigenti». La vendita di farmaci on line sarebbe inoltre in continua crescita, come dimostra ad esempio il caso della voce «buy viagra» su Google, passata dai 29.200.000 risultati del maggio 2011 ai 106.000.000 di oggi (incremento del 293%). Sono particolarmente ricercati psicofarmaci, antidepressivi, tranquillanti, ipnoinduttori, diuretici, steroidi e antiasmatici, e i compratori si lasciano fin troppo facilmente convincere dalla riservatezza della spedizione e dai prezzi sensibilmente più bassi rispetto a un prodotto legale autorizzato.

Tutto questo nonostante un’indagine svolta sempre dall’Aifa dimostri come oltre il 50% dei farmaci comprati su Internet risulti contraffatto; i negozi virtuali si riforniscono di volta in volta da fornitori diversi che producono senza alcuna conformità agli standard di qualità e sicurezza riconosciuti a livello internazionale. Gli italiani inoltre dimostrano scarsa conoscenza normativa in materia di acquisto di farmaci via web, e peggio ancora sono poco consapevoli dei rischi che si corrono: un recente sondaggio ha evidenziato che il 33% degli intervistati valuta positivamente la possibilita di comprare farmaci in rete, e il 41% ignora che questa pratica ad oggi, almeno in Italia, sarebbe vietata.

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LE NORME EUROPEE – La situazione normativa in ambito europeo è dopotutto ancora eterogenea e piuttosto confusa: La vendita dei farmaci on line è stata regolamentata solo in Inghilterra, Germania e Olanda, paesi in cui da tempo è possibile acqistare qualsiasi tipo di prodotto grazie alla verifica della ricetta on line da parte di farmacie autorizzate. Eppure nel febbraio del 2011 è stata approvata una legge che dovrà essere recepita in tutti gli Stati entro 18 mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta europea. Le farmacie online dovranno ottenere un’autorizzazione speciale per poter operare e i siti autorizzati, che saranno a loro volta collegati a un sito europeo centrale, dovranno dotarsi di un logo comune per rendersi riconoscibili al pubblico. La normativa predispone inoltre l’introduzione di codici di sicurezza in grado di garantire l’autenticità e l’identificazione delle singole confezioni.

Intanto però la criminalità continua a prosperare grazie al commercio selvaggio di farmaci on line, un “Far West” in continua espansione addirittura più redditizio della droga: secondo le stime rese note dai carabinieri dei Nas infatti, ogni euro investito ne frutterebbe circa 2.500.

Francesco Ciabattoni