ROMA, 26 MARZO – Da domani le buste paga e le pensioni saranno alleggerite. Partirà infatti dal 27 marzo la maggiorazione dell’aliquota Irpef regionale prevista nel decreto “Salva Italia”. Da prime previsioni del Caaf Cisl, le trattenute sui salari varieranno da un minimo di 51 euro all’anno, per gli stipendi che arrivano a 1.200 euro lorde mensili, per raggiungere anche cifre più importanti. Sono previste, infatti, decurtazioni fino a 137 euro annui, per gli stipendi che arrivano a 3.200 euro lorde al mese.

La maggiorazione delle trattenute scatterà per tutti lavoratori tranne quelli che hanno un reddito annuo inferiore a 8.030 euro. Anche i pensionati ultra 75enni che non superano i 7.785 euro annui saranno esentati.

Le brutte notizie non sono finite. Per i lavoratori e i pensionati di quei comuni che hanno già deliberato l’aumento dell’Irpef comunale, a seguito della manovra estiva Tremonti-Berlusconi che concesse la possibilità di tassazione fino allo 0.8%, le detrazioni arriveranno fino a 98 (51+47) euro annui sugli stipendi di 1.200 euro mensili. Questo sarà il caso di Catanzaro che guadagna la maglia nera di comune più caro d’Italia.

Le variazioni dell’aliquota base dell’Irpef regionale, che si ferma a quota 1,23%, concede delle pesanti differenze tra le varie zone del nostro paese. In regioni come Campania, Molise e Calabria, che hanno i conti della sanità pubblica dissestati, l’aumento dell’aliquota base può superare i due punti percentuale ed arrivare fino allo 2,03%, mentre nelle altre regioni è possibile un aumento fino a quota 1,73%.

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Le entrate delle famiglie italiane, già provate da questi provvedimenti, subiranno il vero colpo a giugno, quando arriverà l’IMU. La tassa su prima e seconda casa, rispettivamente dello 0,4% e dello 0,75% della rendita catastale, mettono a rischio l’economia domestica di molti cittadini. Nonostante la detrazione di 200 euro per la prima casa, prevista per il biennio 2012-2013 e  la detrazione di 50 euro per ogni figlio minore di 27 anni, la situazione resta preoccupante e non mancano le polemiche.

Ad ottobre, come norma di “salvaguardia”, è previsto un ulteriore aumento dell’IVA, dal 21% passerà al 23%. Il Governo Monti, che sta perseguendo l’obiettivo del pareggio di bilancio voluto dall’Europa, ha confermato, però, che sta operando per cercare altre fonti di guadagno, lavorando sulla revisione della spesa pubblica e delle agevolazioni.

Luca Bresciani