BARLETTA, 26 MARZO – Omicidio colposo, cooperazione in omicidio colposo e lesioni. Queste le pesanti accuse che gravano come un macigno su tre persone indagate per la morte Teresa Sunna. La 28enne di Trani è deceduta dopo avere ingerito una soluzione composta da acqua e sorbitolo necessaria per eseguire un test per le intolleranze alimentari in un noto centro diagnostico di Barletta.

Sono ancora ricoverate nel reparto di rianimazione Addolorata Piazzola (62 anni) e Anna Abbrescia (32 anni), entrambe hanno assunto la medesima soluzione della vittima. Le loro condizioni cliniche non destano preoccupazione, secondo l’ultimo bollettino diramato dall’equipe medica. Il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani, Carlo Maria Capristo, ha disposto l’autopsia e gli esami tossicologici sul corpo di Teresa Sunna.

LE INDAGINI

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Non si conoscono al momento i nomi degli indagati, mentre i medici ‘fanno da scudo’ per evitare l’assalto mediatico sulle vittime del sorbitolo. Le indagini proseguono a ritmo serrato per verificare che non vi siano altre partite di sorbitolo manomesso in circolazione. I Nas stanno anche cercando di capire in quale fase (produzione o successivamente) la sostanza sia stata sofisticata.

LA DENUNCIA DEL CODACONS

Il caso della donna morta a Barletta dopo aver assunto un farmaco acquistatoonline dimostra che sui medicinali acquistati illegalmente su internet occorre un giro di vite. Non basta, infatti, procedere a sequestri una tantum delle sostanze contraffatte. Gli acquisti via web di prodotti che richiederebbero ricetta medica, infatti, stanno avendo un boom nelle vendite“.

Il Codacons chiede inoltre di oscuare i siti che consentono la vendita illegale dei farmaci.

Redazione