BHUBANESWAR, 26 MARZO – L’incubo di Colangelo è finito ieri con la sua liberazione, ma il suo compagno di viaggio, il piemontese Paolo Bosusco, resta nelle mani dei sequestratori. Ed è proprio sul secondo ostaggio italiano che ora si concentrano gli sforzi di Roma e New Delhi. Il leader dei sequestratori dichiara “Li abbiamo rapiti per sbaglio, i miei uomini credevano che fossero membri dei servizi di intelligence. Fotografavano donne seminude”.

Il leader maoista ha manifestato la sua disapprovazione nei confronti del concetto di “globalizzazione culturale” a cui i due italiani sembrano aderire. Ha definito inaccettabile il fatto che non si sono sentiti colpevoli per avere scattato fotografie di donne tribali seminude.

Il rilascio di Colangelo, ha voluto sottolineare il comandante dei maoisti della zona, Sabyasachi Panda, “è frutto di un nostro gesto di buona volontà”. Ma per la liberazione di Bosusco, ha aggiunto”sarà necessario che il governo accolga le nostre richieste’”. Tutto dipenderà dalla possibilità di riaprire un negoziato fra governo e delegati dei maoisti che era cominciato positivamente il 20 marzo ma che era stato sospeso a causa della decisione di un gruppo guerrigliero rivale di quello di Panda di sequestrare un deputato tribale del partito di governo.

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“Avevo preso contatto ed organizzato il viaggio con la Orissa Adventurous Trekking di Bosusco, a Puri, via internet. I nostri occhi erano puntati nell’unica zona che il governo locale non aveva chiuso ai turisti”, al confine fra il Kandhamal ed il vicino distretto di Ganjam. Ha raccontato Colangelo ai giornalisti durante l’incontro avvenuto in un hotel di Bhubaneswar. Accompagnato dal console generale Joel Mechiori che si è impegnato a fondo per accelerare il suo rilascio e che ora si impegnerà per ottenere quello di Boscuso, Colangelo partirà per New Delhi e farà ritorno a Roma. Il suo rilascio è stato salutato da numerose manifestazioni di solidarietà, fra cui quella del chief minister dell’Orissa, Naveen Patnaik, che ha rivolto un immediato appello alla liberazione anche di Paolo Bosusco, che dal 2001 vive a Puri.

Alessandra Massagrande