LISBONA, 26 MARZO – Lo scrittore Antonio Tabucchi è morto ieri mattina a Lisbona. La notizia è stata confermata dalla casa editrice Feltrinelli. Da tempo ammalato, Tabucchi si è spento nella capitale lusitana all’età di 68 anni. Lo scrittore è stato uno dei maggiori conoscitori e divulgatori dell’opera di Fernando Pessoa ed è divenuto noto al grande pubblico con Sostiene Pereira. Era era nato a Pisa nel 1943.

I funerali dello scrittore si terranno giovedì nella capitale del Portogallo. L’agenzia portoghese, che cita la moglie dello scrittore, Maria José Lancastre, riferisce che Tabucchi era ricoverato all’Hospital da Cruz Vermelha di Lisbona.

“Ci ha lasciato un amico, un compagno di strada, un uomo che è stato dentro il suo tempo con passione e rabbia, un intellettuale europeo, un grande scrittore”. Queste sono le parole con le quali Feltrinelli dà notizia, sul suo sito, della morte dello scrittore Antonio Tabucchi. “Si è spento stamattina nella sua Lisbona, la sua seconda patria, la casa dei suoi cari, la casa dei suoi poeti più amati”.

Docente di letteratura portoghese e tra i massimi esperti di Fernando Pessoa. Iniziò l’attività di scrittore nel 1975 con il romanzo Piazza d’Italia, cui fecero seguito varie raccolte di racconti (“Il gioco del rovescio” del 1981 e Piccoli equivoci senza importanza del 1985). Il successo giunse con i romanzi Requiem del 1992 e soprattutto Sostiene Pereira del 1994, con cui vinse anche il premio Campiello. Il volume, pubblicato da Feltrinelli, è ambientato a Lisbona durante la dittatura di Salazar. L’impegno civile e l’alone di mistero che pervadono lo stile letterario di Tabucchi sono stati confermati nelle sue ultime opere importanti: La testa perduta di Damasceno Monteiro del 1996 e soprattutto il romanzo epistolare Si sta facendo sempre più tardi del 2001. Nel 2003 appare in libreria Autobiografie altrui. Poetiche a posteriori, sette testi di poetica, per la maggior parte inediti o inediti in Italia. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo L’oca al passo (2006) e Il tempo invecchia in fretta (2009). L’ultima fatica letteraria è Racconti con figure (2011).

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I suoi libri sono tradotti in quaranta lingue. Alcuni dei suoi romanzi sono stati portati sullo schermo da registi italiani e stranieri (Roberto Faenza, Alain Corneau, Alain Tanner, Fernando Lopes) o sulla scena da rinomati registi teatrali (Giorgio Strehler e Didier Bezace fra gli altri). Ha ricevuto numerosi premi in Italia, fra cui il Pen Club Italiano, il Premio Campiello e il Premio Viareggio-Repaci; e prestigiosi riconoscimenti all’estero, fra cui il Prix Medicis Etranger, il Prix Europeen de la Litterature e il Prix Mediterranee in Francia; l’Aristeion in Grecia; il Nossack dell’Accademia Leibniz in Germania; l’Europaischer Staatspreis in Austria; il Premio Hidalgo e il premio per la liberta’ di opinione “Francisco Cerecedo” attribuito ogni anno dal Principe delle Asturie, in Spagna. E’ stato nominato “Chevalier des Arts et des Lettres” dalla Repubblica francese e ha ricevuto la decorazione dell’Ordine dell’Infante D. Henrique dal presidente della Repubblica portoghese. E’ stato professore dell’ Universita’ di Siena ed ha insegnato in prestigiose Università straniere (Bard College di New York, Ecole de Hautes Etudes e College de France di Parigi). Ha collaborato con quotidiani italiani e stranieri (“Corriere della Sera”. “Unita'”, “Il manifesto”, “Le Monde”, “El Pai’s”, “Diario de Noticias”, “La Jornada”, “Allegemein Zeitung”) e riviste quali “La Nouvelle Revue Francaise” e Lettre International”. E’ membro fondatore dell'”International Parliament of Writers”. Dal 2000 è stato proposto dal Pen Club italiano all’Accademia di Svezia quale candidato italiano per il Nobel di letteratura.

Alessandra Massagrande