TORINO, 26 MARZO – Il presidente Moratti vola a Londra nel giorno della finale fra Ajax e Inter valida per il titolo della prima edizione della NextGen Series, ovvero una sorta di Champions League per le giovanili. La squadra guidata da Andrea Stramaccioni batte gli olandesi per 6-4 ai calci di rigore ma la gioia del patron nerazzurro dura poco perché poche ore dopo, a Torino, va in scena l’ennesimo atto del tracollo dell’Inter del triplete. Lo spettacolo andato in scena allo Juventus Stadium ha tutti i crismi della tragedia sportiva e lascia ormai pochi appelli alla squadra di Ranieri, condannata a sperare che questa stagione possa volar via senza infierire oltre sul club nerazzurro.

Le squadre scendono in campo con le formazioni annunciate alla vigilia: Matri confermato al centro dell’attacco bianconero e Forlan dal primo minuto preferito a Pazzini. I primi 45 minuti di gioco scivolano via in con un buon ritmo che regala emozioni da entrambe le parti. Vengono però confermate le difficoltà di entrambe le squadre nel reparto offensivo: prima Milito imbeccato da Maicon calcia a botta sicura cogliendo in pieno Buffon da due passi. Quindi Matri ottimamente servito con un cross da destra dello scatenato Caceres, tutto solo in mezzo all’area centra il bersaglio grosso di testa, ma troppo centralmente, e Julio Cesar si ritrova il pallone fra le mani.

E’ una bolgia lo stadio, i vecchi rancori di Calciopoli, ancora indigesti al pubblico bianconero, danno vita a coreografie e cori da far tremare le gambe alla squadra di Ranieri. Così quando le squadre rientrano in campo dopo l’intervallo la musica cambia. La squadra di Conte prende decisamente in mano la partita aggirando abilmente i nerazzurri condannati a difendersi e a ricorrere allo schema troppo spesso visto in questo campionato ovvero palla lunga alle punte isolate fra i difensori juventini, questa sera impeccabili. Si sente la mancanza di un regista, di piedi buoni che possano azzeccare l’ultimo passaggio per un impalpabile Forlan e uno spento Milito.

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Ma Conte si accorge dell’inerzia della partita e teme che l’Inter, seppur in difficoltà, possa con i suoi talenti in ogni istante, soffiargli la partita. Così cambia modulo: fuori Matri artefice dell’ennesima prestazione deludente, e fuori anche Pepe vistosamente affaticato. Bonucci va così a formare il trio di difesa con Chiellini e Barzagli liberando Caceres sulla fascia destra dove Nagatomo è apparso sempre in difficoltà sulle sgroppate dell’esterno Juventino. Del Piero va invece a piazzarsi al centro dell’attacco. Il 352 Juventino è micidiale e all’ottavo minuto è gol. Calcio d’angolo di Pirlo e Caceres incredibilmente solo in mezzo all’area insacca con un colpo di testa preciso alla destra di un incolpevole Julio Cesar. E’ il terzo gol per  il giocatore arrivato a gennaio dal Siviglia, tutti gol segnati contro le milanesi e tutti gol di enorme importanza per la stagione della Juventus.

Cambia anche l’Inter inserendo Pazzini a fianco di Milito permettendo così a Forlan di agire alle spalle delle due punte. Ma la dinamica del match non cambia. Pazzini non tocca neppur un pallone e la Juve affonda definitivamente con il capitano: lo stadio sembra esplodere quando Vidal serve con un delizioso filtrante Del Piero in area che si era infilato fra gli immobili Samuel e Lucio, che chiude in diagonale sul palo alla destra di Julio Cesar fissando così il risultato su un giusto 2-0 per i padroni di casa.

L’Inter torna a casa con le ossa rotte, senza uno spunto positivo per quanto Ranieri si ostini a volersi complimentare con la squadra per i primi 50 minuti di partita passati, quantomeno, senza prendere gol. Perché sono tanti i gol presi dall’Inter in questa stagione, ben 38 in 41 partite. Persino l’Atalanta, al netto della penalizzazione sarebbe davanti alla squadra di Ranieri, che si trova ora nella condizione di non aver più traguardi da inseguire se non quello di veder la stagione concludersi il prima possibile, nella migliore delle ipotesi con il contentino Europa League.

Prosegue invece l’inseguimento dei bianconeri al Milan che macina punto su punto senza accennare a rallentare con un Ibrahimovic in più rispetto alla Juventus ancora alle prese con i problemi legati alla mancanza di una punta di riferimento. L’ennesima bella favola di Del Piero che raggiunge oggi quota 287 gol con la maglia della Juventus, non fa che sottolineare il fatto che la squadra di Conte deve muoversi sul mercato con decisione per poter essere all’altezza delle aspettative dei tifosi per la prossima stagione, quando la Champions League sarà una realtà e combattere per lo scudetto sarà, ancor più di quest anno un dovere.

Elia V. Lombardo