ROMA, 24 MARZO – Il Consiglio dei ministri di ieri non ha parlato solo della riforma del mercato del lavoro. Aggiustamenti e correzioni sono stati apportati anche al decreto liberalizzazioni. il Governo si è impegnato ad emettere un decreto correttivo con  il quale tornano le commissioni bancarie, è previsto, però, un tetto massimo trimestrale dello 0,5%.

La proposta di legge sulla loro eliminazione era stata approvata in Senato con un emendamento del PD, all’interno del decreto “Salva Italia”. Da subito aveva scatenato le proteste dell’Abi. I vertici di concerto con il presidente, Mussari, avevano minacciato le dimissioni contro quella che fu definita «imposizione di prezzi amministrativi». Dopo un lungo tira e molla tra Governo e Parlamento alla fine è stato raggiunto un compromesso.

Le commissioni bancarie su scoperto, affidamenti e linee di credito saranno ripristinate con un tetto trimestrale massimo dello 0.5%. L’eliminazione totale secondo stime dell’Abi sarebbe “costata” agli istituti di credito fino a 10 miliardi di euro. Le modifiche introdotte sono volte a limitare la nullità alle sole clausole che siano stipulate in violazione delle disposizioni applicative in materia di remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti. Quindi l’azzeramento varrà soltanto per gli istituti poco “trasparenti”, la cui valutazione sarà affidata al Comitato interministeriale per il Credito e il Risparmio.

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L’ordine del giorno del Consiglio dei ministri prevedeva anche la discussione sulle linee da seguire nell’erogazione del credito alle pmi. Nascerà un osservatorio che avrà il compito di monitorare l’accesso al credito di piccole e medie imprese. L’osservatorio sarà composto dal Ministero per lo Sviluppo Economico e dalla Banca d’Italia. Nella nota di palazzo Chigi si legge che «la misura viene incontro all’esigenza avvertita nel tessuto produttivo, e in particolare da parte delle piccole e medie imprese, di rendere più efficienti le procedure di erogazione dei finanziamenti da parte delle banche».

L’IDV ha fortemente criticato la scelta di PD, PDL e Terzo Polo di avallare la proposta correttiva. «I partiti di maggioranza hanno fatto a gara per asciugare le lacrime dei vertici dell’Abi, con il benestare del governo che ha approvato l’ennesimo, vergognoso decreto salva-banche: le commissioni bancarie che erano uscite dalla porta rientrano dalla finestra», ha commentato il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti. «I prestiti bancari sono già ben retribuiti da tassi di interesse ai limiti dell’usura, ma evidentemente i tecnici hanno ceduto ai ricatti dei banchieri che continuano a ricevere “paccate” di miliardi della Bce», ha proseguito il Senatore.

«Ripristinare le commissioni bancarie, con la sola preghiera di trasparenza per gli istituti di credito protetti dalla mancata vigilanza della Banca d’Italia, è l’ennesimo schiaffo alle famiglie e alle imprese strozzate dal mancato accesso al credito e da costi di gestione dei conti correnti tra i più alti d’Europa. Se l’Abi canta vittoria, ancora una volta sono le forze produttive del Paese ad essere messe in ginocchio da Governo e maggioranza che trovano sempre il modo di tutelare i poteri forti e inasprire le vessazioni a danno dei consumatori», ha concluso Lannutti.

Luca Bresciani
Redazione Focus