ROMA, 23 MARZO – La Camera dei deputati ha approvato, ieri, il decreto legge sulle liberalizzazioni. Nonostante la grave assenza, di molti deputati, ben 153 di cui solo 21 giustificati, e la forte opposizione di IDV e Lega, il provvedimento ha ottenuto il via libera con 365 si, 61 no e 6 astenuti. L’iter prevede adesso la firma del Presidente Napolitano e la pubblicazione entro sabato nella Gazzetta Ufficiale.

Il premier, Mario Monti, ha diramato un comunicato nel quale ha espresso la sua soddisfazione e quella della sua squadra. C’è «la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo importante nel difficile percorso verso la crescita economica del Paese», ha affermato Monti.

«Il testo definitivo approvato in Parlamento», prosegue il Primo Ministro, «conferma tutte le priorità del disegno originario: le imprese, le professioni, i cittadini. Quanto alle imprese, pone gli strumenti per liberalizzare interi settori della vita economica e ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle iniziative imprenditoriali. Sottraendo le imprese alla ‘burocrazia’, la legge agevola il lavoro quotidiano degli imprenditori, dando loro l’opportunità di concentrare gli sforzi sul lavoro quotidiano, anziché sugli adempimenti formali».

Altro parametro innovativo: «la possibilità di attribuire un rating di legalità alle imprese, al fine di diffondere le buone prassi tra gli imprenditori. Un buon rating di legalità consentirà agli imprenditori di avere linee facilitate di accesso al credito e di partecipare prioritariamente al concorso di fondi pubblici per lo sviluppo delle imprese».

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Le polemiche da parte di Federfarma hanno ripreso forza. La minaccia della serrata delle farmacie, programmata per il 29 marzo prossimo, è stata bloccata dall’Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali che ha ammonito Federfarma di non aver rispettato il tempo di preavviso di 10 giorni, ma la partita non è chiusa. A far infuriare maggiormente la federazione è la norma, che prevede per i farmacisti ultra 65enni di nominare un farmacista direttore. Così come posta rischia di diventare «un vero e proprio esproprio ai danni di professionisti che rappresentano l’anello più debole della filiera», soprattutto ai danni delle farmacie a basso reddito dei piccoli centri, hanno fatto sapere da Federfarma.

Dal canto loro, le parafarmacie hanno confermato l’apertura e la copertura totale in caso di sciopero.

Anche gli avvocati nel congresso straordinario previsto per oggi a Milano sono sul piede di guerra. Il titolo la dice lunga “i diritti non sono una merce”. «Dal Congresso forense dovrà sollevarsi ancora più alta la denuncia dell’avvocatura contro la liberalizzazione del settore professionale e gli interventi in materia di giustizia che nulla portano a vantaggio dei cittadini», ha fatto sapere Paolo Giuggioli, presidente dell’ordine degli avvocati di Milano, organizzatore dell’evento.

Luca Bresciani
Redazione Focus