ROMA, 23 MARZO – Fakhra Younas, simbolo della lotta per l’emancipazione femminile nel mondo arabo, si è suicidata lanciandosi nel vuoto dal sesto piano di una palazzina di Tor Pagnotta (Roma), dove si era trasferita nel 2001 in cerca di serenità. Un gesto estremo per congedarsi da quel volto divorato dall’acido che fatto il giro del mondo e da una vita che le ha riservato sofferenze e violenze atroci .

La donna era fuggita dal Pakistan dopo che il marito geloso, figlio di un importante personaggio pubblico, le aveva sfigurato il volto con l’acido.

Il coraggio di Fakhra ha consentito al mondo di conoscere gli aspetti più crudi di una cultura in cui le donne sono privi di qualsiasi forma di libertà. Donne schiave della proprie famiglie, vendute in cambio di laute somme di denaro a culmine di matrimoni combinati. Donne private della loro femminilità e di una sessualità da consumare esclusivamente tra le mure domestiche.

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Fakhra era stata sottoposta a 40 interventi chirurgici per cercare di riavere un volto “normale”, ma nessuno luminare della chirurgia plastica era riuscito nell’impresa. I suoi lineamenti devastati dall’atrocità dell’integralismo islamico hanno impedito alla donna di condurre una vita normale. Con il trascorrere degli anni la speranza in una vita migliore si è affievolita e la disperazione opprimente ha portato la donna al gesto estremo di sabato scorso.

Addio Fakhra, ci mancherai.

Redazione