ROMA, 23 MARZO – Oggi pomeriggio, finalmente, il testo della riforma sarà fruibile. Prima, però, Monti ha convocato il Consiglio dei Ministri per chiedere la convalida. La formula di approvazione della riforma, “salvo intese”, voluta dal Premier con l’obiettivo di concludere oggi la discussione, implica che i Ministri competenti possono ancora mettere mano alla bozza prima della presentazione ufficiale alle camere.

Non è stata ancora comunicata la modalità con la quale la riforma andrà in Parlamento. Il PDL chiede al governo un decreto legge che entrerebbe subito in vigore e che entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale deve avere l’approvazione delle camere. Il PD chiede invece una legge delega che prevede tempi più lunghi, ma che, allo stesso tempo, permette una discussione più approfondita in Parlamento. Monti sembra aver già escluso la prima soluzione.

Ieri sera alla fine del vertice con le parti sociali, il Ministro Elsa Fornero ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha spiegato le ragioni della riforma. «Nessuna marcia indietro», ha confermato il Ministro, sul tema art. 18 e si è difesa dalle accuse della Cgil di cancellare, di fatto, l’articolo, affermando che «Non lo aboliamo. Distinguiamo le fattispecie». L’impegno del governo è quello di formulare la norma in modo tale da sventare ogni possibile abuso. Non «stiamo dando la licenza di licenziare» alle imprese e «ci deve essere una chiara, chiarissima presa di responsabilità» ha sottolineato la Fornero.

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Piena fiducia nel mondo dell’imprenditoria italiana da parte del Ministro, ma anche piena fiducia nella giustizia e nei giudici che dovranno scartabellare non poco per riuscire a scoprire gli eventuali abusi. «Io personalmente ho fiducia nei giudici», ha confermato la Fornero, affatto spaventato dall’enorme potere concesso. La riforma, ammonisce il Ministro, non è solo sull’articolo 18, e deve essere valutata nel suo insieme, anche attraverso la connessione con la riforma della pensioni del dicembre scorso.

Sulla spinosa questione dei dipendenti pubblici, il Ministro, ha detto «Non era nel mio mandato e potere intervenire sugli statali. Questo non vuol dire che non interverremo. Il governo valuterà cosa deve essere fatto. Se ne occuperà il ministro Patroni Griffi».

Luca Bresciani
Redazione Focus