ANCONA, 21 MARZO- Notizie confortanti per la famiglia di Andrea Toccaceli, la 18enne che domenica mattina era stata picchiata e gettata giù da un viadotto a Fossombrone dall’ex fidanzato Saimo Luchetti, 23enne muratore di Cagli, lanciatosi anche lui nel vuoto. Dopo un volo di 15 metri, Andrea sta vincendo la sua battaglia per la vita e le prossime ore saranno decisive per conoscere i danni fisici riportati dalla giovane ragazza.

La ragazza, ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale regionale “Torrette” di Ancona, avrebbe aperto gli occhi e mosso leggermente le gambe. I medici, che in un bollettino diffuso stamani dall’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona hanno definito le sue condizioni “stabili”, sperano che a breve possa anche tornare respirare da sola, benché la sua prognosi continui a rimanere “riservata”.

Sul bollettino è riportata anche la situazione clinica di Saimo Luchetti, che si trova ricoverato nello stesso ospedale di Andrea: le condizioni del ragazzo sono stabili e nelle prossime ore sarà sottoposto ad intervento di chirurgia ortopedica”.

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Il pm di Urbino Simonetta Catani ha convalidato l’arresto del ragazzo, provvedimento notificato dai carabinieri al giovane la sera stessa del tentato omicidio, e ha chiesto l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Se verrà concessa, saranno i medici a stabilire quando il giovane muratore di Cagli potrà lasciare l’ospedale per entrare nell’infermeria carceraria. Dal momento che Luchetti ha riportato nella caduta la frattura del bacino, gli inquirenti non temono la fuga del giovane, quanto il possibile inquinamento delle prove.

A proposito delle indagini, spunta un testimone, un automobilista,  che forse avrebbe visto i ragazzi sul viadotto di Fossombrone. L’uomo, verso le 5.30 di domenica, avrebbe notato due persone sul lato destro del ponte, le quali sembrava si stessero abbracciando. Dopo aver saputo dai giornali della vicenda, si è presentato dai carabinieri per raccontare ciò che aveva visto, benché non fosse sicuro se la ragazza stesse camminando da sola o sostenuta a forza dal giovane.

Quello che è sicuro è il sangue rimasto per un giorno nell’androne della casa dove abita Andrea: Saimo le aveva sferrato un pugno in bocca talmente forte da farle cadere di netto un canino. Né la madre, che non ha sentito le urla della figlia, né i vicini, che non hanno capito quello che stava accadendo, sono riusciti a impedire che la ragazza venisse portata via.

Giovanni Gaeta