TOLOSA, 21 MARZO – Blitz delle forze speciali di polizia francesi a Tolosa. Nel mirino un sospettato legato ad Al Qaeda. Si tratta di un francese di origine algerina di 24 anni, accerchiato dentro un edificio. Mohammed Merah, che si proclama di al Qaida, è circondato dalle prime ore del mattino dalle teste di cuoio francesi.  E’ sospettato di essere l’autore dei sette omicidi commessi nella città e nella vicina Montauban negli ultimi giorni. E’ stato il presidente Nicolas Sarkozy in persona a bloccare l’assalto finale delle teste di cuoio francesi allo scopo di “prendere vivo” il sospetto killer. Lo afferma la radio Europe 1. “Siamo certi che l’uomo barricato sia l’autore delle stragi di Montauban e Tolosa”: lo ha detto in diretta a BFM-tv il ministro dell’Interno francese Claude Gueant.

Poco prima delle 6, attorno all’abitazione dove si è barricato il giovane, sono stati sparati colpi di arma da fuoco e secondo fonti vicine all’inchiesta, tre poliziotti che partecipavano all’operazione sono rimasti feriti in modo non grave. Con l’uomo, che è al primo piano dell’edificio, sono in corso negoziati. I poliziotti gli parlano attraverso la porta. Sarebbe lui l’autore degli omicidi di tre paracadutisti e, lunedì, di tre bambini e un insegnante di una scuola ebraica.

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L’uomo si proclama di Al Qaida, dice di aver partecipato ad operazioni della Jihad in Pakistan e Afghanistan, nei campi di al Qaida. Per il ministro dell’Interno, Claude Gueant, giunto immediatamente sul posto, il sospetto è collegato “a salafisti e jihadisti” ed ha affermato di “aver voluto vendicare i bambini palestinesi”. Sul posto è presente la madre del giovane che però “rifiuta di prendere contatto con lui”. Gli inquirenti sono quasi certi di aver di fronte il ricercato numero 1 di Francia.

Il sospetto degli omicidi era noto da tempo ai servizi di informazione francesi come persona vicina ai gruppi islamici più radicali e si faceva chiamare “Mohamed”. Le stesse fonti dicono che il giovane era già stato arrestato a Kandahar, in Afghanistan, per reati comuni. L’abitazione dell’uomo, al numero 17 della rue Sergent Vigné, sorge a soli 3 chilometri dalla scuola Ozar Hatorah in cui il killer ha compiuto la strage lunedì.

L’operazione è scattata quando gli inquirenti hanno identificato l’indirizzo IP del computer del fratello. Fra le piste seguite, una delle principali era da giorni quella dell’appuntamento dato dal killer alla prima vittima in risposta a un’inserzione su Internet per la vendita di una moto. In abiti civili, il paracadutista Imad Ibn Ziaten, 30 anni, era stato ucciso con un proiettile in testa l’11 marzo a Tolosa.

Gli inquirenti, avevano scoperto che stava trafficando sul suo scooter, utilizzato nelle azioni omicide, per togliere il tracker GPS che serve per localizzarlo. I poliziotti sono andati in una concessionaria Yamaha dopo aver studiato, sui filmati, lo scooter utilizzato un TMax 530. I responsabili hanno detto che alcuni giorni prima “qualcuno è venuto per chiedere come neutralizzare” il congegno antifurto sulle moto.

Un minuto di silenzio in tutte le scuole italiane per commemorare le vittime della strage alla scuola ebraica di Tolosa del 19 marzo. Il minuto di silenzio, spiega il sito del Miur, sarà osservato oggi alle ore 11, come indicato nella circolare firmata dal ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo.

“A tutte le sue sette vittime, tre militari, i bambini e l’insegnante della scuola ebraica, il killer di Tolosa ha sparato un colpo alla testa a bruciapelo”: lo ha detto in una conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Parigi, Francois Molins. Intanto l’aereo con le quattro vittime e’ atterrato stamattina a Tel Aviv. Insieme alle salme e’ arrivato, con un aereo della compagnia israeliana El Al, anche il ministro degli Esteri francese Alain Juppe’.

Alessandra Massagrande