MILANO, 20 MARZO – L’ecatombe di indagati nella giunta Formigoni non si placa. Il fratello dell’ex Ministro, Romano La Russa, assessore regionale alla Protezione Civile e Sicurezza eletto nelle fila del PDL, è indagato per finanziamento illecito ai partiti.Secondo gli inquirenti avrebbe intascato 10mila euro da un costruttore locale che avrebbe poi utilizzato per finanziare la sua campagna elettorale.

Ieri il nucleo tributario della Guardia di Finanza di Milano ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini relative al caso Aler (Azienda lombarda edilizia residenziale) inserendo 12 persone nel registro degli indagati. I reati contestati sono turbativa d’asta, corruzione e illecito contributo elettorale. Il Procuratore aggiunto, Maurizio Romanelli e il Sostituto, Antonio Sangermano, ritengono che il genero di Romano La Russa, Marco Osnato, consigliere comunale del PDL, avrebbe pilotato appalti per il verde pubblico e per la pulizia dei condomini dell’Aler nel biennio 2009-2011. Con il frazionamento dei contratti, Osnato avrebbe evitato la gara pubblica per le concessioni eludendo, così, la soglia imposta dalla UE di 193mila euro oltre la quale sussiste l’obbligo di gara con evidenza pubblica.

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Per ogni corrotto esiste un corruttore ed in questo caso il denaro sarebbe stato versato dalla società Constructa, facente capo a Luca Giuseppe Reale Ruffino. Secondo gli inquirenti, l’imprenditore avrebbe versato, in occasione delle elezioni regionali in Lombardia del 2010 e delle provinciali di Vercelli nel 2011, «contributi di natura economica al finanziamento della campagna elettorale per le suddette elezioni amministrative». La notifica prosegue, affermando che il «contributo concretizzatosi nel sostenere i costi per la stampa di manifesti elettorali e dei cosiddetti, santini, versato in violazione delle norme di legge che prevedono la preventiva delibera dell’organo sociale della società finanziatrice e l’iscrizione nel relativo bilancio del contributo erogato. Adempimenti, questi, non effettuati».

Le indagini hanno coinvolto anche Anna Bubbico, responsabile della segreteria della presidenza di Aler e responsabile del settore comunicazione. La dirigente secondo i magistrati avrebbe ottenuto lavori di manutenzione e di installazione dell’impianto di allarme nella sua villa in cambio di agevolazioni nei confronti della Nsa, società di sicurezza che si occupa degli edifici Aler, facente capo a Andrea De Donno.

Pochi i commenti di Romano La Russa che ricostruendo l’accaduto afferma: « non ho mai ordinato né manifesti né nulla all’amico Ruffino, che è appunto un amico politico e fa parte del coordinamento regionale del PDL. Ripensando all’accaduto, ci siamo ricordati che lui ha fatto un manifesto con alcuni suoi amici dell’area UDC che non era d’accordo con la scelta di lasciare il centrodestra. Manifesti che dicevano: “Io voto la Russa”. A noi è sfuggito di segnarlo nel rendiconto, lui non so come lo abbia registrato, forse è stata una dimenticanza».

Dimenticanza o finanziamento illecito? Lo stabiliranno i giudici. Di certo c’è che il grigiore della nebbia milanese non nasconde solo una città fatta di edifici bellissimi. Al Pirellone siamo a quota 10 indagati su 80 membri del consiglio, una percentuale davvero notevole per cui Formigoni dovrà dare alcune spiegazioni ai suoi elettori.

Luca Bresciani
Redazione Focus