CAGLI (PU), 20 MARZO – Un’altra storia di violenza. Un’altra storia di non rassegnazione che ha condotto un giovane ragazzo ad un crimine terribile ed efferato, senza un’apparente motivo.

Saimo 23 anni, operaio edile e giocatore di una squadra locale di calcio, ed Andrea 18 anni, all’ultimo anno di un istituto tecnico, sono stati insieme per circa un anno, poi lei, lo scorso ottobre lo aveva lasciato, ma lui non si era mai dato pace per la decisione della ragazza. Fino alla scorsa notte, nella quale lui avrebbe perso la ragione.

LA RICOSTRUZIONE – La ragazza sarebbe tornata verso le 4 della mattina, dopo un uscita oer locali con i suoi amici. Saimo l’avrebbe aspettata sotto casa. Qui i due avrebbero iniziato a litigare, urlare. Poi le botte: un pugno in pieno volto, che le fa addirittura saltare un incisivo. E poi una scia di sangue, perchè forse lei ha perso conoscenza e lui l’ha selvaggiamente trascinata in auto.

Un viaggio all’impazzata fino al ponte 73 bis sulla statale di Cagli. L’ha gettata giù dal viadotto. E dopo, forse credendola morta, si è gettato anche lui. Solo il terreno, molliccio, ha evitato che la coppia morisse all’impatto. Lui se la caverà in sessanta giorni, è cosciente ed è stato tratto in arresto.

[smartads]

Le condizioni di Andrea Toccaceli sono invece critiche, anche se attualmente stabili. Operata d’urgenza al fegato dopo il trasporto in eliambulanza per i traumi subiti dal pestaggio e dall’urto, non è ancora fuori pericolo. È ricoverata presso la Clinica di Anestesia e Rianimazione e la prognosi e’ riservata.

LE REAZIONI – La famiglia di Andrea intanto, prega, piange e si dispera in sala d’aspetto. In giornata è anche stata registrata molta tensione tra i familiari e i giornalisti che chiedevano informazioni sull’accaduto. “Come volete che stiamo…stiamo malissimo: lasciateci in pace! non speculate sul dolore degli altri”. La madre di Andrea e altri familiari attendono notizie dai medici sulle condizioni di salute della ragazza. Non vuole parlare con i giornalisti, e i familiari fanno muro, per proteggerla da nuovi stress. È stato un avvocato di fiducia ad interloquire con i cronisti e con cortesia ha spiegato via cellulare che “la famiglia ha il massimo rispetto per il dovere di cronaca”, ma li invita a “capire il dramma che sta attraversando, e rispettarlo”.

Alessandra Scarciglia
Redazione Centrale