TORINO, 18 MARZO – Sulla griglia e a fuoco lento, è il triste epilogo di una serata sportivamente parlando che ha tutti i crismi della drammaticità per il pubblico di casa. Una Fiorentina tagliata a fette, manco fossero macellai di professione, senza remore alcuno e con una spietatezza degna del miglior film horror. Strapazzata di gol, 5 per la precisione e travolta dalla contestazione da una frangia del tifo organizzato che al di fuori della cancellata dello stadio inveisce contro dirigenza e giocatori senza esclusione alcuna.

Vucinic si traveste da zorro, e cavalca l’onda anomala di Genova, dove già si erano intravisti cenni di risveglio. Superato il coma da prestazione, al 16’ infila la difesa viola con un destro al bacio che batte l’incolpevole Boruc. Poi Cerci si fa cacciare per una reazione scomposta su De Ceglie, decidendo arbitrariamente di far affondare la barca viola. Vidal congela il match sul due a zero e manda la Juve negli spogliatoi con una seria ipoteca sul match. Marchisio su assist al bacio di Vucinic fa il terzo, e nel pieno della contestazione del Franchi Pirlo regala il poker ancora una volta su suggerimento di Vucinic. Nel finale Padoin devia un tiro di Pirlo e gonfia la rete per la 5 volta.

La dirigenza viola è costretta ad abbandonare anzitempo lo stadio a causa di un gruppo di facinorosi che inveivano pesantemente contro i vertici societari. La Juve mantiene intatto il distacco dalla vetta, resta a meno quattro incollata al treno scudetto.

PAGELLE JUVENTUS

[smartads]Buffon: voto 6,5  Per più di un’ora si limita a guardare l’operato dei compagni senza mai essere chiamato in causa. Poi Lazzari decide di sporcargli i guantoni, e Gigi si immola, neutralizzando in maniera prodigiosa la conclusione al veleno dell’ex bergamasco.

Lichsteiner: voto 6  Sembra in netta ripresa, rispetto alle ultime prestazione in cui era apparso palesemente in affanno. In costante proiezione offensiva ma ancora poco lucido negli ultimi 20 metri, senza infamia e senza lode, finisce sul taccuino dei cattivi per un ingenuo fallo su Vargas.

Bonucci: voto 6 – A genova out per squalifica, si riprende il suo posto al centro della difesa con l’onore di coadiuvare il compagno di reparto nel tentativo di contrastare Amauri nei duelli aerei. L’inferiorità numerica dei gigliati annulla di fatto qualsiasi offensiva, e diventa una giornata di ordinaria amministrazione.

Caceres: voto 6 – Al pronti via complice un suo errore in appoggio regala la prima chance ai viola, e nella ripresa compie un’ altra leggerezza per eccessiva sufficienza. Su Amauri è impeccabile, annullando praticamente da solo l’ex panzer in castigo, relegato nello sgabuzzino di Vinovo. Grande tempismo negli anticipi meno nell’impostare la manovra.

De Ceglie voto 6,5 – Su e giù sull’out di sinistra, rinvigorito dalla sua seconda apparizione consecutiva dal primo minuto. Puntuale nelle discese, con automatica sovrapposizione in supporto ad un Vucinic super ispirato. Impreciso nei cross ma va premiato per la sua costante spinta in proiezione offensiva.

Pirlo voto 7,5 – Forse è arrivato il momento di dire che non esistono più aggettivi per qualificarlo. Faro illuminante di una manovra a modi ragnatela, il cui unico tessitore ha una sola identità. Destro o sinistro non fa differenza, in orizzontale per amministrare, in verticale per far male. poi si mette a fare quello che dovrebbero fare le punte, e allora ci togliamo il cappello per l’ennesima volta in quest’annata. Chiamatela pure seconda giovinezza, senza di lui il castello “contiano” si sgretolerebbe granello dopo granello, linfa vitale e moto perpetuo di un ingranaggio studiato su misura.

Vidal voto 7 – Lavora ai fianchi di Pirlo e corre come un matto senza meta. Recupera una quantità esorbitante di palloni senza ricorrere mai e dico mai alla maniere cattive. Ricaricato da una settimana di puro lavoro, è tornato il guerriero che avevamo conosciuto ad inizio della stagione. Si regala il gol del 2 a 0, e inscena insieme a Bonucci la fantomatica rissa avvenuta in settimana, teatrino di un’esultanza abbastanza singolare.

Marchisio voto 6,5 – Di lui si erano praticamente perse le tracce,da due mesi a questa parte. Ne ha risentito parecchio del calo di condizione, ed è ritornato a far male la settimana della nascita del suo secondo genito con tanta di dedica annessa. In piena ripresa, un segnale più che incoraggiante per i tifosi bianconeri, considerando che la prossima sfida sarà con l’Inter, una delle sue vittime preferite.

Pepe: voto 6  – Ben lontano dall’essere determinante in zona gol, ma  quanto meno torna il Pepe versione operaia in supporto al centrocampo. Da ritrovare il brio dei tempi migliori, quando bastava una semplice fiammata per far rizzare i capelli al malcapitato di turno. Sul fondo ci arriva sempre, un paio di cross interessanti ma Matri si trova nella classica posizione attendista senza mai attaccare il primo palo.

Matri: voto 5,5 – Troppo impreciso negli appoggi e tiene la palla più del dovuto. Ora non è neppure insidiato dal Borriello, che quanto a condizione psicofisica sta addirittura peggio di lui. Ha smarrito la via del gol, ma se la squadra dovesse mantenere questi standard,  non dovrebbe tardare.

Vucinic: voto 8 – Trasforma in oro tutto quello che tocca, messo a lucido da Conte fa perdere completamente l’orientamento a Cassani il quale lo vede solo di spalle. Stravolge completamente il reparto offensivo praticamente da solo. Estroso a giorni alterni, per via di una lampadina che si accende purtroppo ad intermittenza. Con i colpi che si ritrova potrebbe essere il vero trascinatore, ma alterna prestazioni anonime a giornate da quadretto. Un gol e due assist e tante grazie al popolo del Franchi con “scuse” annesse allo Jojo, suo compagno di reparto in nazionale. Un genio appannato, che troppe volte resta a guardare, la Juve nel finale di stagione ha bisogno solo di questo Vucinic. Re Mida

Quagliarella: sv entra al 14’del secondo tempo

Borriello: sv entra al 24’ del secondo tempo.

Padoin: voto 6,5 – Subentra al posto di uno stremato Vidal e trova persino il modo per entrare nei tabellini dei marcatori. Su un tiro cross di Pirlo si inserisce nel cuore dell’area e devia quanto basta per mettere la palla alle spalle di Boruc.

Mario Lorenzo Passiatore