CAGLIARI, 17 MARZO – Mirko, il piccolo Mirko, come affettuosamente oramai chiamiamo il bimbo di due anni e mezzo brutalmente ucciso due giorni fa a Sant’Antioco in Sardegna, provincia di Carbonia-Iglesias, è stato soffocato per gelosia. La gelosia del trentenne convivente della madre di Mirko, Igor Garau, che non riusciva ad accettare l’intenzione della donna di voler ritornare con il padre naturale del bimbo e suicidatosi subito dopo il folle gesto.

I FATTI – Tutto nasce da un litigio fra Igor Garau e Daniela Sulas, la ventiduenne madre di Mirko, quando l’uomo scopre che la sua convivente è di nuovo in contatto con il padre del bimbo e starebbe manifestando l’intenzione di riallacciare una relazione con il suo ex marito, da cui si era separata solo due mesi prima. Assalito dalla gelosia e dalla follia il Garau prima avrebbe afferrato un cuscino e soffocato brutalmente il piccolo e successivamente avrebbe attaccato la giovane madre colpendola ripetutamente con un martello provocandole varie ferite. Riuscita a scappare per strada tutta insanguinata la donna viene soccorsa e portata in ambulanza all’ospedale di Carbonia. Nel frattempo i carabinieri si recano in casa di Daniela Sulas e scoprono il corpo del piccolo Mirko privo di vita e apparentemente senza alcun segno di violenza. Immediatamente cominciano le ricerche del trentenne Igor Garau che poco dopo viene trovato impiccato ad un albero non molto distante dalla casa in cui si è svolta la terribile tragedia.

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L’INDAGINE – Il sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari, Maria Virginia Boi, dispone l’autopsia sul corpo del bimbo per il giorno seguente, venerdì 16 marzo. L’idea iniziale che il piccolo Mirko sia stato soffocato viene avallata dal medico legale, Roberto Demontis, dopo l’autopsia durata tre ore che conferma il soffocamento per ostruzione delle vie aeree. Adesso si attendono gli esami istologici per poter ottenere ulteriori prove e poter così confermare i primi riscontri ottenuti. Il lavoro delle forze dell’ordine ancora continua incessante poiché non si vuole tralasciare alcuna pista e tutti i dettagli di questa atroce tragedia devono trovare il giusto ordine, secondo quanto viene affermato dal procuratore della repubblica di Cagliari Mauro Mura.

Nel frattempo la comunità di Sant’Antioco è ancora sgomenta, confusa e sotto shock a causa di questo triste e crudele avvenimento. Dal sindaco al parroco sono tante le testimonianze di solidarietà portate alla famiglia del piccolo Mirko, “una sconfitta della collettività” sono le meste parole pronunciate dal primo cittadino. Tutta la popolazione si stringe intorno alla famiglia di questa piccola innocente vittima di un mondo che non è più capace di amare.

Francesco Amato