ROMA, 17 MARZO – In Italia, nel frattempo, infuriano le polemiche sul fiocco giallo mostrato da alcuni giornalisti del Tg1, indossato come simbolo del loro sostegno per i marò incarcerati in India. La prima ad indossare il fiocco giallo sul petto era stata lunedì scorso la vicedirettrice del Tg1 Susanna Petruni. Questo gesto ha suscitato le proteste dell’Usigrai (il sindacato dei giornalisti Rai), accusando il gesto come una discriminazione nei confronti di Rossella Urru, la cooperante rapita in Algeria.

“Poiché siamo tutti dalla parte dei militari italiani che svolgevano il loro dovere in acque internazionali avremmo suggerito semplicemente di trovare un segno che mettesse insieme il caso che li riguarda con quelli di Rossella Urru e degli altri italiani sequestrati all’estero. Sarebbe stato un modo da Servizio pubblico per tenere insieme tutte le sensibilità”, si legge in una nota del sindacato.

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Il primo nastro era stato esposto qualche giorno fa dalla Marina Militare sul proprio sito Internet con la scritta “Support our marines” e  la promessa “Non lasceremo soli i nostri fucilieri!”, in solidarietà con i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il fiocco non è solo un simbolo militare: pur essendo legato al battaglione San Marco, da cui provengono i due fucilieri, “l’usanza di legare un nastro giallo intorno a un albero per simboleggiare l’attesa di un amore partito risale ai tempi di Nerone”, precisa la Marina Militare sul sito.

Il fiocco è apparso anche su Facebook e Twitter, mentre mercoledì scorso il ministro della Difesa Giampolo di Paola lo ha esibito in aula alla Camera. Il nastro è stato esposto anche al consiglio regionale della regione Puglia, patria dei marò (il San Marco è stanziato a Brindisi), guidata da Nichi Vendola.

Giovanni Gaeta