GORIZIA, 16 MARZO – Stamani i Carabinieri di Gorizia, in collaborazione con il ROS di Perugia, hanno arrestato due ragazzi rumeni, uno di 20 e l’altro di 31 anni, ritenuti responsabili delle rapine violenti delle scorse settimane avvenute in provincia di Perugia.I due ragazzi sono stati fermati a bordo di un autobus di ritorno dalla Romania, dove avevano trascorso un breve periodo. Gli agenti dell’Arma erano sulle loro tracce da giorni e dopo un lungo pedinamento hanno deciso di fermare i due presunti malviventi.

Secondo gli inquirenti i due farebbero parte della stessa banda che il 03 febbraio scorso aveva rapinato una villa a Resina nel perugino, dove fu violentata anche una donna di 54 anni, ed il 03 marzo scorso aveva rapinato la villa di Ramazzano, dove fu ucciso il bancario Luca Rosi, 38 anni. Sono arrestati con l’accusa di rapina, sequestro di persona, violenza sessuale e omicidio. In tutto gli appartenenti alla banda sarebbero quattro, uno, probabilmente il basista, è stato arrestato circa 72 fa, l’ultimo componente è tutt’ora ricercato.

Ad incastrare la banda sarebbero stati «indizi gravissimi e inconfutabili», ha riferito il Colonnello dei Carabinieri di Perugia, Angelo Cuneo. Ai giornalisti, Cuneo ha raccontato che «è stato un lavoro di intelligence estremamente difficile, ma i Carabinieri sono riusciti ad avere in mano un testimone, una donna romena, che ha dato le generalità ai killer di Rosi». La testimone avrebbe dato ospitalità alla banda la notte successiva all’uccisione di Luca Rosi. Sotto interrogatorio avrebbe poi rivelato le identità dei connazionali.

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Il Colonnello Angelo Cuneo, si è recato poi in tarda mattinata a Ramazzano per dare personalmente la notizia dell’arresto ai familiari di Rosi. Uscendo dalla villa ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: «mai un tempo così ristretto era stato necessario per risolvere un caso di questa violenza ed efferatezza. Lo Stato ha fatto sentire in questi giorni tutta la propria vicinanza alla famiglia di Luca e stamani il pubblico ministero ci ha chiesto di informarli per primi degli ultimi sviluppi. Stanno vivendo questa tragedia con grande dignità, ma il loro dolore per la perdita di Luca è fortissimo».

Proprio il profondo dolore di Bruno Rosi, padre di Luca, rende evidente la comprensibile rabbia. «Gli assassini di mio figlio sono bestie e andrebbero assicurati alla giustizia in posti adatti alle bestie e non alle persone», questo lo sfogo di un padre affranto. «La notizia non ci rende soddisfatti perché il dolore ha il sopravvento su tutto. Però almeno non faranno altro male», ha proseguito Bruno Rosi, concludendo con i ringraziamenti alle forze dell’ordine. «Sono stati efficaci», ha detto commosso, «la giustizia deve essere molto dura. Vorrei comunicare l’arresto a mio figlio e dirgli stai tranquillo, queste persone sconteranno per le cose atroci che hanno fatto».

Luca Bresciani