BOLOGNA, 15 MARZO – Bologna si prepara a commemorare Marco Biagi con molte iniziative. Alle 15:00 di lunedì sarà depositata una corona di fiori nella piazzetta adiacente a via Valdonica intitolata proprio a Marco Biagi. Alle 16:30 si terrà un consiglio comunale straordinario nel quale prenderanno parola il Sindaco Virginio Merola, il Presidente del Consiglio comunale Simona Lembi, Luigi Montuschi membro del Comitato Scientifico Fondazione Marco Biagi e Enrico Traversa, avvocato presso la Commissione Europea. Alle 19:20, l’Ordine dei dottori commercialisti cittadino ha organizzato una “biciclettata” che ripercorrerà il tragitto fatto da Biagi la sera in cui fu ucciso: da piazza Medaglie D’oro a via Valdonica.

Mancano pochi giorni ormai al decimo anniversario della morte di Marco Biagi. Tutto è pronto per ricordare il giuslavorista ucciso dalle nuove brigate rosse il 19 marzo del 2002. Il padre della legge 30/2003, che porta ancora il suo nome, fu ucciso mentre tornava a casa in bicicletta nel quartiere ebraico di Bologna. Alle 20:07 del 19 marzo, tre terroristi esplosero contro il professore 6 colpi di pistola che gli procurarono la morte pochi minuti dopo.

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Oggi a dieci anni di distanza il nome di Marco Biagi è più attuale che mai. Dai suoi studi sulla riforma del mercato del lavoro è nato il vasto ventaglio dei contratti a tempo determinato, tanto discussi, quanto apprezzati. Per i sostenitori degli studi del professore, il Libro Bianco rappresenta un capolavoro di giurisprudenza e lungimiranza, per altri, invece, rappresenta l’inizio della stagione dell’incertezza e della precarietà. Sta di fatto che la legge 30 o legge Biagi, così come approvata dal governo Berlusconi, non ha previsto varie specifiche tecniche che invece il giuslavorista aveva contemplato e spiegato. L’obiettivo di Biagi era far emergere, oltre all’aumento di possibilità lavorative, tutta una serie di rapporti di lavoro che venivano reiterati in nero e senza tutele. Ma, come spesso capita nel bel paese, fatta la legge trovato l’inganno, ed il risultato è stata una lista impressionante di abusi dei contratti a termine.

Proprio nel giorno in cui Bologna commemorerà Marco Biagi, la sorte ha voluto che a Roma si tenesse l’incontro decisivo sulla nuova riforma del mercato del lavoro. I nuovi scenari richiedono nuovi mezzi, ma il modello di “flexsecurity” nord europeo, a cui il professore si ispirava e che ha contribuito a migliorare, sta prendendo sempre più campo nel dibattito. La lacuna che ha creato maggiore difficoltà nella “digestione” della legge 30/2003 riguarda il sistema di ammortizzatori sociali discussi proprio qualche giorno fa. Biagi aveva incluso nel suo progetto un nuovo sistema di tutele che per molti studiosi rappresenterebbe quel filo rosso tanto ricercato tra flessibilità “buona” in entrata e sicurezza in caso di perdita del lavoro. Marco Biagi non sarà seduto al tavolo, ma i suoi studi e le sue idee sicuramente continuano a suggerire proposte, spunti e innovazioni.

Luca Bresciani