KOCHI (INDIA), 15 MARZO Continuano i tempi duri per il ministro Terzi e la diplomazia italiana. Secondo quanto riportato stamattina da un’agenzia ANSA, l’Alta Corte del Kerala ha deciso di non permettere la partenza della petroliera Enrica Lexie, sulla quale erano imbarcati i due marò arrestati con l’accusa di aver ucciso due pescatori locali, scambiandoli per pirati. Secondo i legali del governo del Kerala infatti, la presenza del cargo è richiesta almeno per due settimane, ovvero il tempo che la polizia scientifica di Trivandrum dovrebbe impiegare per giungere all’esito della perizia balistica.

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La decisione è stata presa nonostante i legali degli armatori – la società napoletana Fratelli d’Amato e l’indiana Dolphin Tanker – abbiano fatto notare che «da oltre un mese 24 membri dell’equipaggio, tra cui 19 indiani, sono abbandonati in alto mare».

Il giudice Harun ul Rasheed ha inoltre disposto il trasferimento del caso a un’altra sezione del tribunale, dove si esamina una petizione presentata dai familiari di uno dei pescatori uccisi, Ajash Pink. Nel ricorso si richiede di trattenere la petroliera per permettere approfondite indagini sull’eventuale responsabilita del capitano.

Intanto proseguono le trattative per il rilascio dei due marò italiani. Sempre stamattina l’agenzia Pti riferisce di contatti tra l’Unione Europea e il governo indiano, il quale però ribadisce le proprie posizioni circa la competenza giuridica del caso.

Francesco C.
Redazione Stage