MARTINA FRANCA, 15 MARZO – Il Gip tarantino, Patrizia Todisco, ha emesso un’ordinanza di sospensione cautelare per due maestre della scuola materna, una di 51 e l’altra di 60 anni, di Martina Franca. Secondo la ricostruzione, le due insegnanti hanno maltrattato e percosso i bambini, compromettendone, in alcuni casi, l’equilibrio psichico.

Tutto è iniziato dai racconti dei bambini che, quando tornavano a casa, raccontavano ai genitori di non voler tornare a scuola per paura delle percosse. Due genitori allarmati dal disagio manifesto dei figli, hanno esposto denuncia alle forze dell’ordine. La Polizia, allora, ha ascoltato i racconti dei bambini assieme a personale specializzato ed ha deciso di installare delle microcamere nei locali della scuola.

Dalle registrazioni è emerso che i racconti dei bambini corrispondevano a verità. L’agghiacciante scoperta dei reiterati atti vessatori, con schiaffi e strattoni, ha fatto scattare la misura cautelare per le due insegnanti. Con molta probabilità, alle due donne verrà contestato il reato di abuso di mezzi di correzione e disciplina.

Il dirigente della scuola materna ha avviato un’inchiesta interna per far luce sulla vicenda ed ha esternato il proprio sconcerto per quanto successo nella sua scuola.

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Sull’accaduto si è pronunciato anche l’Osservatorio sui Diritti dei Minori, attraverso il vicepresidente: l’avvocato Antonino Napoli. «Da anni l’ Osservatorio sui Diritti dei Minori chiede a gran voce che gli insegnanti siano assoggettati a periodici controlli di tenuta psico-emotiva», afferma Napoli, ma «la nostra proposta viene sistematicamente bollata dai benpensanti di turno come provocatoria e offensiva, quando invece si tratta di un’opportunità per ridimensionare il reiterarsi di episodi di sopraffazione a scuola nei confronti dei bambini, che ormai ha raggiunto vette considerevoli». L’Osservatorio non intende screditare la nobile professione dell’insegnante, ma «eliminare dal corpo docente le mele marce». L’avvocato conclude con una frase che può sembrare ovvia, ma a ben guardare è sempre necessario tenerla presente. «Vessare i bambini», osserva Napoli, «significa soffrire di frustrazioni e la scuola non è certamente il luogo più adatto per scaricare le tensioni».

Luca Bresciani
Redazione Centrale