TERAMO, 14 MARZO – Il gup di Teramo Marina Tommolini ha ammesso il rito abbreviato per Salvatore Parolisi. La decisione del Gup si è appresa in modo informale al termine dell’udienza che è durata un’ora e 45 minuti. La richiesta è stata avanzata proprio dalla difesa del caporalmaggiore, che nel caso venga ritenuto davvero il colpevole dell’omicidio e del vilipendio di cadavere del quale è accusato e per il quale rischia l’ergastolo, sconterà due terzi della pena.

Sempre la difesa ha richiesto una nuova superperizia sull’ora della morte di Melania per dimostrare l’estraneità ai fatti del proprio assistito. Nella prossima udienza verranno conferiti gli incarichi ai periti Gianluca Bruno (medico legale) e Sara Gino (genetista), torinesi, e verranno ascoltati tre testimoni indicati proprio dalla difesa:Stefano Macciò, il conduttore del cane molecolare usato per le ricerche (che la Procura aveva già definito «inattendibile); Davide Neroni, uno dei ragazzi presenti sul pianoro di Colle San Marco il 18 aprile, e Enrico Colasanti, un militare del 123° Reggimento Chieti che quel giorno era di vedetta vicino al poligono (e quindi a pochi metri dal bosco di Ripe, dove è stato ritrovato il corpo di Melania). La difesa punta molto su questi tre testimoni che potrebbero essere determinanti per prosciogliere Parolisi in quanto, secondo i legali del caporalmaggiore, confermerebbero la sua versione sulla presenza a Colle San Marco Marco della famiglia e la scomparsa di Melania.

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Inutile dire che l’aver accolto richieste dalla difesa ha procurato enormi reazioni da parte dei familiari della vittima e dei loro avvocati. Mauro Gionni, avvocato difensore della famiglia Rea ha già replicato alla decisione del giudice, dichiarando aperamente una nuova “battaglia”: “Una decisione che «rispetto ma che non condivido per questioni tecniche, perché questa perizia è incompatibile con l’abbreviato ed è una ripetizione di quella già fatta. ABBIAMO in mano nuovi elementi che sono emersi nel corso delle indagini ma che non sono stati ancora sviluppati.”

Pieno di rabbia Gennaro Rea, padre di Melania, che in merito all’udienza avrebbe dichiarato:”Salvatore è un vigliacco. Non ha avuto né il coraggio di guardarmi in faccia né di parlare. In tutto il tempo che è stato qui dentro era seduto dandoci le spalle e non ha avuto il coraggio di girarsi. Avrei voluto guardarlo negli occhi. Ma non ho potuto. E ha dimostrato, ancora una volta di essere un uomo senza attributi”.

Deluso il fratello di Melania, Salvatore. “Vorrei che non avesse nessuno sconto di pena. È lui l’ assassino di mia sorella. E vorrei che nessuno che compie un crimine del genere avesse mai uno sconto di pena. A maggior ragione in questo caso», aveva detto all’ entrata. All’ uscita ha ribadito: «Accettiamo il volere del giudice, ma non siamo d’ accordo”.

Un caso contorto, un uomo misterioso, che continua a proclamarsi innocente, ribadisce il tradimento, ma sottolinea di non essere un mostro. Un uomo distrutto dal dolore della vicenda, dal carcere, dall’allontanamento della figlia, ma che rimane sempre poco collaborativo.

Alessandra Scarciglia