ROMA, 13 Marzo – Uno studio dell’Università di Harvard, pubblicato su Archives of Natural Medicine, mette in evidenza pregi e difetti della nostra alimentazione e fa presente come malattie cardiovascolari e patologie tumorali potrebbero essere evitate, con una diminuzione netta della quantità di carne rossa. Questa sembra che aumenta del 20% la possibilità di incorrere in malattie che potrebbero portare anche alla morte. Quindi una dieta ricca di proteine basata soprattutto su questo tipo di carne sarebbe dannosa e anche letale per l’organismo umano.

Insomma, il nuovo studio americano lancia ancora una volta un importante monito: il consumo abituale di carni rosse, ancor più se sono trattate, come wurstel o bacon, ai quali vengono aggiunti grassi saturi, sodio e nitrati, contribuisce alla morte prematura. Gli esperti sono giunti a questa conclusione nel corso del periodo di monitoraggio, in cui hanno coinvolto ben 37.698 uomini e 83.644 donne, seguendo il campione per una media di 28 anni e registrato in tutto 23.926 decessi, di cui 5.910 per malattie cardiovascolari e 9.464 per cancro.

In sintesi, gli esperti hanno dedotto che il tasso di mortalità aumenta di 12 punti percentuale per ogni porzione di carne rossa in più che viene mangiata, del 13% per tagli di carne non troppo lavorate e del 20% se molto lavorati a livello industriale. Al contrario, se nella nostra alimentazione introduciamo il consumo di pesce, pollame, frutta secca, legumi, latticini magri o cereali integrali, aumentiamo notevolmente il rischio di morte: del 7% con il pesce, del 14% con il pollame, del 19% con la frutta secca, del 10% con i legumi, 10% con i latticini magri e del 14% con i cereali integrali.

“Abbiamo stimato – scrivono i ricercatori – che il 9,3% negli uomini e il 7,6% nelle donne dei decessi totali documentati durante il periodo di monitoraggio di questo studio potevano essere prevenuti se tutti i partecipanti avessero consumato meno di 0,5 porzioni al giorno di carne rossa”. Numeri che, forse, sarebbero saliti ancora di più se di carne non ne avessero consumata affatto.

Sabrina Bachini