BOLOGNA, 12 MARZO – L’Anbsc, agenzia nazionale che si occupa dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, ha diffuso oggi il rapporto sulla situazione emiliano-romagnola. Su un totale di 107 beni confiscati, ad oggi soltanto 55 sono stati assegnati. Alla provincia di Bologna spetta la maglia nera con soli 8 beni affidati su 38 confiscati, a Ferrara su 16 confiscati ne sono stati assegnati 8, nella provincia di Forlì-Cesena su 28 ne sono stati assegnati 20. A Modena un solo bene risulta confiscato, ma non è stato ancora assegnato, anche a Rimini i 5 beni non sono stati ancora assegnati. Le situazioni migliori a Parma dove su 6 immobili tutti hanno visto una riassegnazione, cosi come per gli 8 di Ravenna ed i 5 di Piacenza.

È il responsabile di Libera Bologna, Antonio Monachetti, che ha spiegato i perché in un’intervista ad Adnkronos. «Approssimativamente sui tre quarti dei beni confiscati alle mafie gravano problemi per l’assegnazione ai Comuni e per il loro riutilizzo», ha detto Monachetti, «poiché ci sono due ordini di ostacoli: quello dei costi per le ristrutturazioni, spesso troppo onerosi per i Comuni specie in questo momento, e quello delle ipoteche o dei debiti che rendono aggredibili i patrimoni».

Il comune di Bologna si è dimostrato sensibile alla problematica, ha affermato il responsabile di Libera, e si è reso disponibile ad avviare «un’istruttoria pubblica sull’intero stato patrimoniale e giuridico dei beni confiscati, per capire cosa fare e come, coinvolgendo le associazioni del territorio». Una giornata importante sarà dunque il prossimo 17 aprile, quando nell’ambito di “Civica”, rete di iniziative cittadina contro la mafia, Libera Bologna intavolerà il dibattito con le istituzioni locali.

Il caso di Villa Celestini a Bologna è esplicativo. Per il recupero della struttura, di oltre 800 metri quadrati, occorrono circa 3 milioni di euro. Il comune di Bologna attualmente non dispone di tale somma e non può quindi richiederne l’assegnazione. Altro caso eclatante, che già dal 2003 è sull’agenda di Libera Bologna, riguarda le 5 villette di Monte Calvo a Pianoro. Anche in questo caso da un lato i problemi economici dall’altro le lungaggini burocratiche non hanno ancora permesso l’assegnazione. il risultato? Una delle villette che avrebbe potuto diventare un asilo è franata.

Luca Bresciani