KABUL, 12 MARZO – I talebani hanno giurato oggi di vendicare il massacro dei 16 civili afghani compiuto ieri da un soldato americano nel sud dell’Afghanistan, promettendo di intensificare i loro attacchi contro “i selvaggi americani malati mentali”. L’efferatezza del massacro rischia di far precipitare i rapporti, già tesi, fra Kabul e Washington e di far deflagrare l’ostilità popolare nei confronti delle truppe straniere, già esacerbata dal rogo del Corano e da uno stillicidio di episodi di gratuito disprezzo e di civili morti, vittime di azioni militari fuori bersaglio.

I talebani “vendicheranno ognuno dei martiri uccisi selvaggiamente dagli invasori”, si legge su un sito internet dei ribelli islamisti. “La maggior parte delle vittime sono bimbi innocenti, donne e anziani, massacrati dai barbari americani che hanno rubato le loro preziose vite senza ritegno, macchiandosi le mani del loro sangue”, recita ancora il comunicato online dei talebani. Quello di ieri sarebbe stato il gesto inspiegabile di un militare Usa, secondo l’Isaf; la follia di soldati ubriachi, invece secondo fonti locali. Il presidente Hamid Karzai parla di “omicidio deliberato”, chiedendo spiegazioni a Usa e Nato. Obama lo ha definito un incidente scioccante.

Il soldato americano in preda a un raptus ha, infatti, ucciso 16 civili nel distretto di Panjwai nella provincia di Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. Il presidente Karzai ha riferito che ci sono “nove bambini e tre donne” tra le vittime. I corpi, crivellati di pallottole, sono stati cosparsi di benzina e incendiati. Dopo la strage il militare sarebbe rientrato per consegnarsi ai commilitoni che lo hanno arrestato. Dalle prime ricostruzioni sembra che il soldato sia uscito a notte fonda, intrno alle 3 del mattino, da una base nel distretto di Panjwayi e abbia vagato nei vicini villaggi di Alokozai e Garrambad sparando ai civili, comprese donne e bambini. Secondo il ministro per gli Affari tribali e di confine, Asadullah Khalid, il soldato americano ha ucciso le vittime dentro le proprie abitazioni. Sarebbero quattro le case “visitate” dall’assassino, nei due villaggi di Alokozai e Garrambai, entrambi nel distretto de Panjwayi, culla spirituale ed ex roccaforte dei talebani, a 500 metri da una base Usa.

Una inchiesta “rapida e approfondita”. E’ quel che ha promesso il comandante delle forze Usa e Nato in Afghanistan, John Allen. “Sono assolutamente impegnato a fare in modo che chiunque si trovi ad aver commesso azioni sbagliate sia pienamente responsabile”, ha detto il generale. Allen si e’ detto “scioccato e addolorato” dall’episodio.

E ora gli americani temono una nuova ondata di violenze e hanno invitato i concittadini a stare all’erta per possibili rappresaglie. “Abbottonato” e laconico il commento della Forza Nato: “Uno dei nostri soldati ha ucciso e ferito un certo numero di civili in un villaggio adiacente alla sua base”, ha dichiarato il vicecomandante dell’Isaf, Generale Adrian Bradshaw, che ha detto di non essere “in grado di spiegare le ragioni del suo gesto”, aggiungendo che “Un’ inchiesta è in corso”. L’ambasciata Usa ha già raccomandato ai propri cittadini di evitare viaggi nella zona.

La cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata oggi in Afghanistan per una visita a sorpresa alle truppe tedesche a Mazar-i-Sharif. Lo ha annunciato un suo portavoce. La Merkel si sarebbe dovuta recare a Konduz, ma ha dovuto cambiare destinazione a causa delle forti nevicate. La Germania ha circa 4.900 soldati impegnati attualmente nella Repubblica islamica: è la terza forza Isaf dopo Stati Uniti e Gran Bretagna. Un ritiro totale dell’esercito tedesco dall’Afghanistan è previsto entro il 2014.

Alessandra Massagrande