ROMA, 10 MARZO – L’eredità di Lucio Dalla, scomparso a Montreux a causa di un infarto, continua a far discutere. Questa volta a far chiacchierare è la reale paternità del cantautore bolognese scomparso da pochissimi giorni.

Stando ad alcune indiscrezioni il vero papà di Lucio non sarebbe Giuseppe Dalla, ma bensì il cavalier Francesco Morcaldi.

Naturalmente parliamo di un dubbio, di una voce che è e resterà per sempre tale, visto che entrambi i “padri” sono deceduti.

Tutto è nato proprio nel paese natio del Morcaldi, quella Puglia tanto amata e frequentata da Dalla e dalla madre.

Infatti proprio Jole Melotti, mamma di Lucio, apprezzata sarta ogni anno arrivava in Puglia, per la precisione nel Gargano, per delle sfilate di modo. A lei il compito di cucire su misure abiti di alta sartoria per le dame e gli uomini.

Proprio in una di queste sue visite la donna conobbe Francesco Morcaldi, un vero e proprio nobile.

L’uomo, nato nel 1889, venne nominato cavaliere dal Re Vittorio Emanuele nel 1924 e divenne sindaco e in seguito podestà.

Una carriera politica e storica importante per l’uomo, che dedicò molta della sua vita alla fede e all’amicizia con Padre Pio. Fu proprio il Morcaldi ad inaugurare la Casa sollievo della sofferenza qualche anno dopo la morte di Padre Pio nel 1956.

La mamma di Dalla frequentò per diversi anni casa Marcoldi, anzi ogni estate si recava a Manfredonia col piccolo Lucio. Proprio durante queste vacanze nacque l’amore del cantante per il mare, cantato, vissuto, cercato e ricercato.

Passano gli anni e all’età di soli sette anni Dalla perde il papà Giuseppe per un grave tumore. Si intensificano i rapporti con la famiglia Morcaldi, dove il bambino Lucio era accolto sempre con gioia ed affetto. Ma cosa legherebbe i due? Entrambi sono devoti e legati alla figura di Padre Pio, ma non solo. Fa molto discutere un aneddoto:  siamo nell’estate del 1976 e il cavaliere Morcaldi è prossimo alla morte. In fin di vita chiede di poter vedere per un’ultima volta solo cinque persone: i suoi quattro figli e Lucio Dalla. Proprio quest’ultimo non riuscì a raggiungere l’uomo per l’estremo saluto, impegnato a Bologna nell’assistere la mamma Jole che pochi giorni dopo morirà a Bologna.

Quest’incontro speciale avvicinò l’artista alla Puglia e al mare.

Oggi quest’indiscrezione tuona come un fulmine a ciel sereno e fa interpretare con altre sfaccettature quel capolavoro di canzone che è 4 Marzo 1943.

Quel bimbo, che Dalla chiama proprio come Gesù, è nato da una donna giovane che rimane incinta di un soldato alleato che perde la vita in guerra.

Oggi questa canzone assume un nuovo significato, anche se queste voci restano e resteranno per sempre solo parole.

Emanuele Ambrosio