ROMA, 10 MARZO – ”I dirigenti della Margherita, Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Giampiero Bocci, ci hanno incaricato di studiare la possibilità di denunciare il senatore Luigi Lusi per le dichiarazioni grossolanamente diffamatorie fatte ieri nel corso del programma televisivo di Michele Santoro”. Ad affermarlo l’avvocato Titta Madia, legale, insieme con il collega Alessandro Diddi, dei vertici della Margherita.” Valutiamo se sussistano gli estremi del reato di diffamazione in relazione alla genericità delle allusioni”, concludono.

Ho mantenuto la cassa perche’ me l’hanno fatta mantenere, perchè eseguivo ciò che mi veniva detto di fare ed evidentemente ero per loro affidabile”. Queste le parole di Luigi Lusi, intervistato a Servizio Pubblico. “Era il borderline del finanziamento al partito”, ha risposto l’ex senatore del Pd alla domanda se quello che faceva fosse da ritenersi lecito o illecito.

Gli investigatori contabili della Margherita avrebbero raccolto centinaia di scontrini fiscali, fatture, ricevute per taxi, alberghi, ristoranti, aerei: 218mila e 250 euro per il solo 2011 messi in conto al partito. Tutto ciò è stato possibile in quanto l’ex tesoriere, conservava diligentemente tutta la documentazione per poter addebitare le spese alla Margherita. Lusi si concedeva inoltre costosi viaggi in Canada e nelle capitali Europee.

Nella vicenda Lusi sono indagati dalla procura di Roma anche la moglie del parlamentare, Giovanna Petricone, il cognato Francesco Giuseppe, e la nipote acquisita Micol D’Andrea. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono quelle di ricettazione, riciclaggio ed intestazione fittizia di beni.

Sono scattati il sequestro di immobili e due milioni di euro riconducibili al senatore Luigi Lusi, al centro di un’inchiesta giudiziaria per essersi appropriato illecitamente di 13,5 milioni di euro dalle casse della Margherita, eseguito dalla polizia tributaria di Roma della Guardia di Finanza. Apposti i sigilli a cinque appartamenti nel comune di Capistrello (L’Aquila), intestati a Lusi, e ad una villa ad Ariccia assegnata in usufrutto alla nipote. I due milioni di euro erano su conti presso l’ Allianz Bank. I magistrati della procura di Roma nel provvedimento di sequestro disposto su beni e immobili riconducibili all’ex tesoriere del partito evidenziano che Lusi ha adottato “una serie di veri e propri artifici contabili per eludere i controlli relativi alle somme convogliate verso la TTT srl” e provenienti dalle casse della Margherita.

I magistrati, riferendosi “alle modalità della condotta illecita dell’ex tesoriere”, ritengono che Lusi “abbia agevolato episodi di riciclaggio e di reimpiego svolti nel suo interesse da terzi, disponibili a intestarsi fittiziamente beni o valori di sua pertinenza”. Per i pm, “dal conto della Margherita sono usciti oltre 11 milioni di euro in assegni ‘liberi’ con modalità tali di cui si ignora l’utilizzo da parte del tesoriere. Di almeno una parte di questi assegni (5,3 milioni) si è accertata la sottrazione da parte di Lusi.
Queste somme si aggiungono a quelle destinate alla TTT srl (oltre 13 milioni) e ai cospicui prelievi in contanti (oltre un milione). Peraltro la situazione sinora emersa si presta a ipotizzare che anche molti altri assegni ‘liberi’ siano finiti nella disponibilità di Lusi o di suoi prestanome”.

Alessandra Massagrande