PALERMO, 10 MARZO – La sentenza della corte di Appello di Palermo del giugno 2010 che abbassava la condanna a 7 anni di reclusione per il senatore del PDL, è stata annullata con rinvio. La quinta sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Aldo Grassi, ha impiegato tre ore di camera di consiglio per la decisione, ma alla fine Marcello Dell’Utri avrà un nuovo processo.

È stata accolta dunque la richiesta di revisione proposta dalla Procura generale di Palermo. Il PG, Francesco Iacovello, aveva detto nella requisitoria «nessun imputato deve avere più diritti degli altri, ma nessun imputato deve avere meno diritti degli altri e nel caso di Dell’Utri non è stato rispettato nemmeno il principio del ragionevole dubbio». Parziale approvazione anche per la difesa di Dell’Utri, condotta dall’avvocato Massimo Krogh, che aveva chiesto l’annullamento, ma senza rinvio.

Respinte dunque le richieste del PM, Antonino Gatto, che chiedeva un inasprimento della pena per il Senatore. Nei due gradi di giudizio precedenti, secondo l’accusa, i giudici non avevano tenuto conto a sufficienza delle dichiarazioni del pentito Spatuzza. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, bocciando di fatto la tesi che tra Cosa nostra e Forza Italia ci fosse stato un vero e proprio patto.

Nulla è perduto ancora nella ricerca della verità, ma l’ombra della prescrizione incombe. Da calcoli non definitivi la fine del processo senza una sentenza potrebbe arrivare intorno alla metà del 2014. Considerati i tempi necessari per un nuovo appello, il rischio è altissimo. Va riconosciuto, però, che Dell’Utri, a differenza di molti, ha seguito il processo personalmente e i suoi legali fanno sapere che «non punta alla prescrizione».

Luca Bresciani
Redazione Focus