ROMA, 9 MARZO – Luigi Lusi in un fuori onda ha vuotato il sacco. Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro, ha mandato in onda ieri sera le dichiarazioni dell’ex tesoriere della Margherita, che certamente avranno un seguito importante. «Ho mantenuto la cassa perché me l’hanno fatta mantenere, perché eseguivo ciò che mi veniva detto di fare ed evidentemente ero per loro affidabile», ha dichiarato il Senatore PD. I numeri di cui si parla sono impressionanti «Io ho gestito 214 milioni di euro del partito, e ne ho lasciati 20 in cassa», ha specificato Lusi, «facciamo finta che ne abbia presi 7, poi ho pagato 6 milioni di tasse e arriviamo a questi famosi 13 milioni. Ne rimangono altri 181, Dove sono finiti? Li abbiamo usati tutti per pagare il personale e i telefonini?»

Meno di otto minuti che rischiano di «far saltare il centrosinistra». L’intervistatore ha chiesto a Lusi, riportando una domanda del magistrato, «Perché nessuno della Margherita ha chiesto il pignoramento dei Beni di Lusi?» Alla domanda Lusi risponde che il magistrato è una persona che usa il cervello, ma «se usa il cervello perché massacra me?» Rutelli, che ha proposto il patteggiamento e la fidejussione, dopo soli cinque giorni, non ha fatto una mossa azzeccata, secondo Lusi, lasciando intendere che l’appropriazione indebita, di cui è accusato, è solo la punta di un iceberg che rischia di affossare tutto il sistema. «È un guerra vecchia prima contro Rutelli e poi contro il PD». La conclusione dell’intervista, riguardo alla distruzione dei documenti, è esplicativa: «non sono un santo, ho fatto il tesoriere!», afferma Lusi.

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Le indagini intanto proseguono e la Guardia di Finanza ieri ha sequestrato alcuni immobili e due milioni di euro da conti correnti riconducibili a Luigi Lusi. Questi nuovi beni vanno ad aggiungersi alle quote partecipative della TTT s.r.l. e della Paradiso immobiliare poste sotto sequestro nei giorni scorsi su ordine del Procuratore aggiunto Caperna, il PM Pesci e il Gip Simonetta D’alessandro. Secondo la Procura di Roma il totale dei beni sottratti non sarebbe di 13,5 milioni di euro, ma di almeno 18-20 milioni.

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Luca Bresciani