LONDRA, 9 MARZO – L’ordine di David Cameron di far partire l’attacco per la liberazione fallita dei due ostaggi Franco Lamolinara e Chris McManus è partito ieri alle otto, ora di Londra (le 9 in Italia), dopo una riunione del Cobra, il comitato britannico di emergenza. Lo scrive oggi il Daily Telegraph in una ricostruzione del blitz in cui i due uomini hanno trovato la morte.

Franco Lamolinara e Chris McManus sono stati uccisi dai rapitori “con un colpo ravvicinato alla testa” una volta cominciato il raid delle forze speciali. Questo quanto riporta il Daily Telegraph. Il giornale britannico cita una fonte di sicurezza nigeriana: “Sono stati uccisi prima ancora che le Sbs entrassero nel compound“.Le teste di cuoio hanno cercato di fare irruzione nel covo dei rapitori ma “hanno incontrato resistenza”, come riferito da Mahmoud Abubakar, un testimone che abita nella stessa. “La gente che si trovava all’interno ha aperto il fuoco e loro hanno risposto. La sparatoria è durata per un po'”. Le forze speciali sono riuscite ad uccidere due terroristi. Quando hanno udito i colpi di arma da fuoco, gli altri componenti della banda, che si trovavano dentro l’abitazione, hanno sparato a Lamolinara e McManus.

Fonti della sicurezza nigeriana citate dal britannico Daily Telegraph forniscono una versione alternativa al blitz in cui sono morti Francesco Lamolinara e Chris McManus in Nigeria. Contrariamente a quanto affermato dal premier britannico, David Cameron, i due ostaggi non sarebbero stati uccisi dai sequestratori ma sarebbero stati vittima del fuco incrociato tra le forze nigeriane e i commando della Sbs britannici contro i fondamentalisti islamici Boko Haram.

Nel blitz di ieri a Sokoto sono stati coinvolti una quarantina di uomini delle forze speciali britanniche che si trovavano da due settimane in Nigeria. Secondo una ricostruzione del Daily Telegraph, le Sbs, Special Boat Service composte quasi esclusivamente di Royal Marines, sono state scelte perché erano l’unità in stand by per operazioni di antiterrorismo. Le Sbs erano arrivate in Nigeria viaggiando in borghese su aerei civili, le armi e attrezzature spedite in grandi valige diplomatiche. Il loro comandante aveva installato il posto di comando della task force presso l’ambasciata britannica a Lagos. Le Sbs avevano accesso a intercettazioni di cellulari ottenute dalle forze di intelligence nigeriane che avevano localizzato gli ostaggi a Sokoto, e di altri dati dal GCHQ, il servizio di ascolto dei servizi segreti britannici. Avevano accesso anche a video della casa dove venivano tenuti McManus e Lamolinara ottenute da un aereo che aveva sorvolato la città.

Alessandra Massagrande