BOLOGNA, 9 MARZO – Tutti i beni di Lucio Dalla, scomparso il 1 Marzo a Montreux a causa di un infarto, saranno affidati ai familiari eredi di sangue.

Sarà così. Poco spetterà al compagno Marco Alemanno, che da diversi anni ha condiviso la propria vita con l’uomo Lucio.

In realtà a decidere è la legge, che in assenza di un testamento scritto da parte del defunto non può far altro che affidare le ricchezze del cantante agli eredi diretti.

Spetteranno ai cugini di Dalla, figli dei cinque fratelli della mamma Jole Melotti tutti i beni dell’artista.

Tra questi i beni immobili quotati sui 14 milioni di euro, la barca “Desiderio” dal valore di 3 milioni di euro che oggi, dopo la scomparsa, si è tramutata in un bene dal valore inestimabile, diverse collezioni di quadri e opere scultoree dal valore di 3 milioni, società e diritti d’autore e naturalmente tutte le royalities legate all’immagine del cantante.

Tutto finirà nelle loro mani, a cui spetterà il compito di gestirli e chissà indirizzarli nella fondazione – creazione che da sempre era nei desideri del cantautore bolognese.

Dalla, infatti, erano diversi anni che voleva realizzare un sogno: quello di dar vita ad una Fondazione dove i giovani artisti, talentuosi e mossi dall’amore per la musica e l’arte, possano ritrovarsi per condividere e creare. Un desiderio che oggi spetterà agli eredi diretti realizzare, sperando le enormi ricchezze monetarie non accechino la loro vista e il loro cuore. Sarebbe bello poter un giorno scrivere di questa Fondazione e perchè no decidere di affidare proprio al giovane Marco, compagno e amico di Lucio, un ruolo centrale nella gestione e organizzazione.

Del resto siamo certi che proprio questo avrebbe voluto e desiderato lo stesso Lucio, che ha dedicato la sua vita alla musica e al dialogo.

Emanuele Ambrosio