ROMA, 6 MARZO – “L’Italia non riconosce la legittimità, per carenza di giurisdizione”, del procedimento giudiziario in corso in India sul caso dei due marò.  I giudici indiani hanno però deciso: i marò devono andare in carcere, ma l’Italia resiste e il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura è categorico: non saranno detenuti in una prigione comune. Dopo giorni di relativa quiete la sorte dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, implicati nella morte, il 15 febbraio, di due pescatori indiani nel Mar Arabico, è tornata ad infiammare le relazioni fra Roma e New Delhi quando su richiesta del sottosegretario agli Esteri italiano Staffan de Mistura si sono rifiutati di entrare in una cella del carcere centrale di Trivandrum.  De Mistura ha spiegato che i due militari non devono essere detenuti in una prigione comune.

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha convocato l’ambasciatore indiano a Roma ribadendo che le misure prese nei confronti dei due marò sono “inaccettabili” e che anche l’attenuazione del regime della detenzione dei due italiani “non è soddisfacente” in quanto è stato disposto dalle autorità locali solo a seguito dell’azione svolta  dal sottosegretario Staffan De Mistura. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha espresso all’ambasciatore indiano a Roma Debrabata Saha, convocato alla Farnesina, “la fortissima preoccupazione per il clima di tensione e di forte sentimento anti-italiano che si registra in India con un possibile grave pregiudizio della correttezza del procedimento giudiziario in corso”. Questo quanto riferito dal portavoce della Farnesina Giuseppe Manzo.

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“L’Italia tutta è con voi, al vostro fianco. Lo siamo stati fino ad ora. Continueremo ad esserlo”, ha affermato il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola in un colloquio telefonico avuto oggi con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Un comunicato del Ministero ha reso noto che, Di Paola, nel corso della telefonata di oggi, ha garantito ai due militari il massimo impegno delle istituzioni italiane per una soluzione dalla vicenda.

Anche l’Unione europea fa sapere di seguire da vicino gli sviluppi della vicenda “Siamo in stretto contatto con le autorità italiane, ma è chiaramente l’Italia a guidare e lo sta facendo” ha specificato Maja Kocijancic, portavoce della rappresentante per la politica estera europea Catherine Ashton.

Alessandra Massagrande