KOLLAM, 6 MARZO – Che non si mettesse bene per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò del battaglione San Marco accusati di aver ucciso due pescatori indiani, ormai era chiaro a tutti. Il braccio di ferro con le autorità indiane per la presenza degli esperti italiani alla prova balistica e il giallo della scatola nera della Enrica Lexie, priva dei dati inerenti alla rotta della petroliera, non facevano ben sperare. Il verdetto del giudice di Kollam, A K Gopakumar, era atteso con una certa trepidazione, visto anche l’atteggiamento tenuto finora dalle autorità indiane.

Ieri è arrivata la doccia fredda: il giudice indiano ha convertito il fermo di polizia in 14 giorni di fermo giudiziario. In altre parole, il giudice ha deciso il trasferimento immediato dei marò nel carcere di Trivandrum. Questa decisione, riporta il quotidiano The Times of India, è stata presa alla luce di quelle che il premier del Kerala, Oommen Chandy, ritiene essere “prove incontrovertibili”.

[ad#Juice Overlay][ad#Google Adsense]

La delegazione italiana, guidata dal sottosegretario agli Esteri De Mistura, sperava che la corte tenesse conto dello status particolare dei due militari, i quali svolgevano a bordo della Enrica Lexie un’attività a servizio dello Stato italiano. Il tribunale, invece, ha manifestato la sua inflessibilità respingendo la richiesta dei legali italiani affinché ai due militari venisse garantito un trattamento privilegiato, anche se ha concesso che i due fucilieri vengano rinchiusi lontano dagli altri carcerati, che siano assistiti da un punto di vista sanitario e che possano ricevere visite per un’ora al giorno, tra le 10 e le 11 di mattina. Una magra consolazione a fronte di una detenzione che potrebbe durare fino a tre mesi.

Giorgio Gaeta
Redazione Centrale