PIACENZA, 6 MARZO  – Inammissibile dichiarazione di Umberto Bossi, ieri a Piacenza, in attesa del comizio della Lega. Ai giornalisti che gli hanno chiesto che cosa rimprovera al Governo ed il Senatur ha risposto che «Monti rischia la vita, il nord lo farà fuori», proseguendo poi, «stanno riempiendo il nord di mafiosi in soggiorno obbligato, prima o dopo qualcuno si decide di impiccarli in pubblica piazza».

Parole difficili da ritrattare, ma Bossi accusa i giornalisti di aver “come al solito falsato tutto”. «Ho minacciato di morte Monti?», ha replicato il capo del carroccio poco dopo, «è Monti che minaccia di morte noi», e, credendo cosi di correggere il tiro, ha proseguito: «ho detto che Monti nella testa dei padani non è ben visto perché ci porta la povertà e poi anche la mafia. I giornalisti travisano, non si smentiscono mai quelle teste di legno».

[ad#Juice Overlay][ad#Google Adsense]

Sul rapporto Berlusconi-Monti, Bossi non è meno duro: «uno gratta e l’altro tiene il palo», ha commentato. Non ha specificato i ruoli, ma il sunto è chiaro. Da queste esternazioni è facile intuire che l’alleanza con il PDL presenta crepe ormai insanabili. I giornalisti hanno continuato sul tema dell’inno nazionale, appena introdotto dalla Commissione cultura all’interno delle scuole. Il Senatur a riguardo ha affermato: «spero che i miei figli non lo cantino», ma almeno questo pericolo sembra scampato dato che per i figli di Bossi la scuola non rappresenta proprio il loro habitat naturale.

Luca Bresciani
Redazione Focus