BRESCIA, 4 MARZO – Mario Albanese ha ucciso, nella notte, l’ex moglie, il suo compagno, la figlia della donna e il suo fidanzato. A scatenare il raptus omicida la gelosia dell’uomo che ha dichiarato: «quella donna mi tradiva». Risparmiate dall’assassino le tre figlie dell’uomo avute con l’insegnante uccisa.

Il movente del gesto feroce è stata la gelosia. Albanese, durante l’interrogatorio in questura avrebbe spiegato: «quella donna mi tradiva». Non è chiaro se le tre superstiti della strage, le figlie di Albanese e Alleruzzo, abbiano assistito agli omicidi, sta di fatto che sono state portate in questura e attualmente sono assistite da personale specializzato. Non si esclude che la più grande, con le dovute cautele, possa essere sentita dagli inquirenti per fare completa luce sulla vicenda. L’uomo ha ammesso di aver risparmiato solo le persone a cui teneva di più tra le presenti in casa.

Albanese, subito perquisito, è stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti, sembra dei cannabinoidi. Una volta in questura, quindi, l’assassino è stato sottoposto al narcotest e l’esito sembra essere stato positivo. L’arma del delitto è stata una pistola calibro 92 con la matricola cancellata. Lo stesso Albanese avrebbe ammesso di essersela procacciata da tempo, forse già meditava il folle gesto.

Il Procuratore della Repubblica, Fabio Salamone, ha dichiarato che «è una tragedia nella quale l’uomo è diventato una belva». Albanese è stato arrestato con l’accusa di omicidio plurimo. L’uomo non è nuovo alle forze dell’ordine, Albanese fu arrestato circa 15 anni fa per contrabbando, recentemente è stato fermato per truffa e per reati contro il patrimonio, ma su di lui non pendeva nessuna denuncia, né segnalazione per stalking o per comportamenti violenti.

Luca Bresciani