BOLOGNA, 4 MARZO – Lunghi applausi hanno accompagnato e salutato il feretro di Lucio Dalla nella sua Piazza Grande.

Migliaia di persone si sono radunate fuori la Basilica di San Petronio in Piazza Maggiore per partecipare e dire “addio” al piccolo grande uomo. All’interno della Basilica gli amici più stretti, i colleghi e chi ha condiviso un pezzo della propria vita con Lucio.

C’erano proprio tutti: dall’amico Gianni Morandi, Luca Cordero di Montezemolo, Andrea Mingardi, Ron, Samuele Bersani, Eros Ramazzotti, Roberto Vecchioni, Roberto Baggio.

Un enorme corona di girasoli è stata inviata da Vasco Rossi con un semplice biglietto : “Ciao Lucio, Vasco”.

A prendere parola il parroco amico – confessore Bernardo Buschi che ha aperto l’omelia con la frase “Auguri Lucio“. Ebbene si, proprio oggi Lucio avrebbe compiuto 69 anni ed invece, ha detto il parroco, oggi siamo qui per la “festa della morte” che per Lucio è arrivata nel giorno del suo compleanno.

UN LUCIO INEDITO – Un discorso toccante ed inedito che si è concluso con l’ applauso caloroso e fervido di tutti i presenti in Basilica e di tutte le persone raccolte in Piazza. Lucio era un uomo speciale, “un uomo vero” sottolinea il parroco che aveva il dono di scavare nelle persone fino a coglierne la profondità. In un mondo mediatico dove tutti sono presi dalla moda, dall’apparire, dalla ricerca di cose futili e materiali, dove tutti sono pronti ad urlare pur di farsi notare, interessati al successo e alla smania di grandezza, Lucio non è così. Ascolta, medita, ti guarda negli occhi e approfondisce.

L’eredità che lascia alla città di Bologna e  ai suoi colleghi è la sua leggerezza, quell’insostenibile leggerezza dell’essere che l’ha portato ad affrontare la vita ed ogni nuova sfida. Sarà impossibile dimenticarlo.

Emanuele Ambrosio
Redazione Spettacolo