BRUXELLES, 2 MARZO – Si è concluso positivamente il vertice UE di stamani con la firma del “fiscal compact”, un insieme di 25 regole d’oro a cui i 27 stati membri dell’Unione Europea dovranno conformarsi. I voti negativi di Regno Unito e Repubblica Ceca non hanno permesso la modifica dei trattati europei, ma i vincoli sono comunque validi per tutti i paesi. Adesso per farle diventare operative occorre la ratifica di almeno 12 stati membri. Le regole principali riguardano il debito sovrano e dovranno diventare legge nazionale. Dove concesso, inoltre, devono essere inserite come norme costituzionali. Anche l’Italia, per mano del Presidente del Consiglio Monti, ha apposto la sua firma obbligandosi in questo modo a raggiungere l’equilibrio di bilancio. Più adeguato sarebbe se viene riportato in attivo, sottolineano da Bruxelles. La strada da percorrere porta verso quelle riforme il cui effetto a breve termine siano maggiore occupazione e crescita.

Al termine del vertice, Monti ha tenuto una lunga conferenza stampa dove ha parlato del rapporto Europa Italia. «Fa piacere che per la prima volta da due anni in qua il Consiglio Europeo non è stato dominato dalla crisi finanziaria», ha osservato Monti, ma «finalmente è stato dedicato alla crescita e all’occupazione». La crisi ovviamente non è superata e, ha osservato il Premier, c’è stata «sobrietà da parte di tutti nel non vendere risultati prima che ci siano. Non abbiamo parlato di ottimismo». Molti leader europei hanno apprezzato il lavoro del nostro Governo per quanto riguarda l’abbassamento dello Spread, ma il giudizio migliore, ha detto Monti, concerne «quello che stiamo facendo sul piano della politica economica». Giudizi positivi, dunque, per il nuovo piano di liberalizzazioni, e per le misure adottate dal Governo nella lotta all’evasione fiscale.

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Per il futuro, ora che le regole fiscali uniche sono state varate occorre, continua il Premier, «quello che potremmo chiamare come “economic compact”, un patto per le riforme economiche». «Se vogliamo davvero un rafforzamento della governance economica e monetaria», puntualizza il Presidente del Consiglio, «non basterà rafforzare gli aspetti della fiscalità, ma occorrerà avere anche un’adeguata governance economica». Ciò significa integrazione del mercato unico e delle riforme strutturali a livello europeo. Non solo, anche la lotta all’evasione, vera chiave di svolta per i debiti sovrani, per essere vigorosa, ha concluso Monti, «richiede maggiori sforzi a livello europeo, anche per quanto riguarda paesi terzi come la Svizzera».

Monti si è difeso, nel finale della conferenza stampa, dalle accuse, rivoltegli da parte della stampa nostrana, di aver ceduto, riguardo a liberalizzazioni e riforma del lavoro, ai ricatti di poteri forti. Ma il premier ha garantito che il Governo non ha ceduto a pressioni e non ci sono stati arretramenti. Ad esempio «sulle banche», ha spiegato il Presidente, «senza entrare nel merito non mi sembra che queste abbiano considerato morbida l’azione del governo». Anche per quanto riguarda i taxi, ha osservato Monti, «non vedo grande differenza fra l’impostazione originaria e quella finale che mi sembra più operativa. Grave sarebbe stato se avessero continuato ad essere i comuni a decidere sulle licenze».

Luca Bresciani