TORINO, 1 MARZO – A dir poco sconcertanti le immagini dell’irruzione nel bar di Bussolengo, dove i poliziotti, hanno dapprima intimato i proprietari ad aprire la porta, poi hanno deciso di sfondare la vetrata ed entrare in pieno stile rastrellamento. All’interno del locale c’erano alcuni attivisti e politici della zona vicini al movimento. Nessun ferito, ma il modus operandi degli agenti non getta certamente acqua sul fuoco.

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Dopo gli scontri in tarda serata di ieri suggellati dal video, la notte in Val di Susa è passata tranquillamente, ma l’attività dei manifestanti è stata frenetica. Fino a stamani, infatti, nel quartier generale di Bussolengo presso il centro polivalente si è tenuta una lunga assemblea nella quale è stato deciso il piano odierno. Con lo slogan «alle 18 blocchiamo tutto, dappertutto!», sono stati organizzati presidi e manifestazioni sparse in tutta la penisola. I randez vuos sono fissati, ovviamente in Val di Susa, alla stazione di Milano, a Brindisi, a Bologna e a Brescia.

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L’obiettivo, ha fatto sapere Perino, è quello di mettere in atto azioni a livello nazionale per coinvolgere il maggior numero di persone. I veicoli della protesta sono il web in prima battuta, ma anche il passaparola che riusciranno a raggiungere sicuramente un numero consistente di partecipanti. Uno dei risultati maggiormente significativi per il movimento è il ripristino del blocco autostradale sulla A32 all’altezza di Chianocco, che da stamani alle 8 è stato riaperto ed è presidiato da un grande dispiegamento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa. È qui che sono previsti gli scontri più duri.

Il giorno dopo la battaglia occorre fare il conto dei feriti e dei fermati. Tra le forze dell’ordine, ha reso noto la Questura di Torino, il bilancio conta in tutto 29 lesionati, 18 poliziotti e 11 carabinieri. I fermi sono scattati per cinque manifestanti ieri sera. Uno di loro è stato arrestato con le accuse di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Gli altri quattro sono stati rilasciati subito dopo la loro identificazione.

Da Roma, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, durante un incontro dell’ANCI, ha ribadito che «L’opera deve andare avanti,  siamo pronti al dialogo ma anche alla fermezza». La linea del Governo è chiara: la TAV si farà senza se e senza ma. Il dialogo ci sarà con i Sindaci, ma il Ministro aggiunge: «la violenza non sarà tollerata». In conclusione, spende alcune parole per il carabiniere che ieri non ha reagito alle provocazioni, «ha veramente colpito tutti, la sua professionalità è l’emblema di queste Forze dell’ordine che sono impegnate sul territorio e a cui dico bravi: hanno fatto cose molto importanti» .

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Già i primi disagi per l’espandersi della protesta si registrano a Roma e a Bologna. Nella capitale attivisti NO TAV, poco prima della 15, hanno occupato la sede del PD inneggiando Luca Abbà, il manifestante caduto dal traliccio nei giorni scorsi. Si sta scaldando la situazione anche a Bologna dove una trentina di persone hanno, da pochi minuti, occupato il centro informativo della stazione centrale messo in piedi in via Carracci. I militanti hanno esposto striscioni, ma la situazione sembra sotto controllo.

Luca Bresciani