BOLOGNA, 01 MARZO – Lucio Dalla è morto per un attacco cardiaco a Montreaux, in Svizzera, dove si trovava per una serie di concerti. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni. Sono in molti, fan e personaggi del mondo dello spettacolo, a ricordarlo in questo giorno.

“L’ho visto per la prima volta a Bergamo al cinema teatro Duse, con il suo primo trio e una piccola canzone disperata, Quand’ero soldato. Poi Sanremo, 4 marzo 1943, i primi album con la Pallottino, l’incontro con il poeta Roberto Roversi, la stagione più bella e libera della nostra canzone d’autore, perché lui veniva dal jazz” Con queste parole Marco Mangiarotti ricorda i primi incontri con Lucio Dalla.

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Racconta della costante voglia di sperimentare, dell’improvvisazione con il clarinetto e della generosità con cui ha prodotto giovani artisti, da Samuele Bersani fino a Pierdavide Carone, con cui abbiamo avuto occasione di vederlo nell’ultimo Sanremo. Dalla non è stato solo un cantautore ma un artista completo, con la sua esperienza nel teatro con grandi formazioni orchestrali, un amante ed esperto di arte, un attore e un regista di talento.

Dalla è ricordato dai numerosissimi fan per molte delle sue canzoni, in 12000 lune, il suggestivo titolo di una raccolta di 53 brani, è stato lo stesso cantautore bolognese a scegliere personalmente i brani per ripercorrere la sua vita artistica e per far riascoltare ancora una volta i suoi più grandi successi.

A partire da Com’è profondo il mare, si sono susseguiti negli anni molti capolavori tra i quali Caro amico ti scrivo, Caruso, Balla balla ballerino, Stella, Piazza Grande, Futura, Attenti al lupo, Anna e Marco, Stella di mare, L’anno che verrà, Nuvolari e moltissimi altri attraverso i quali lo ricordiamo e lo ricorderemo.

Alessandra Massagrande