LICATA, 29 FEBBRAIO – Il piccolo A. P., di soli 4 anni – avrebbe compiuto 5 anni il prossimo 12 marzo – è morto ieri, poco prima del ricovero presso l’Ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata, in seguito a un’iniezione di un farmaco a base di cortisone, praticata dagli stessi genitori del piccolo. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, che da ieri stanno ascoltando i genitori della piccola vittima, al piccolo, in seguito a una tosse fotissima, gli sarebbe stata somministrata una dose di Bentelan, farmaco a base di cortisone, unito, molto probabilmente a una dose di antibiotico. I genitori, il padre operatore scolastico e la madre casalinga, gli avrebbero fatto la puntura su indicazione del pediatra che seguiva la piccola vittima.

I genitori hanno riferito agli inquirenti i dettagli della vicenda: nella mattina di ieri il piccolo A. P., quarto di cinque figli, stava bene e si era recato regolarmente alla scuola materna. Durante la mattinata, però, l’insegnante aveva chiamato i genitori perché il piccolo aveva una tosse fortissima e non si sentiva bene. Visitato dal pediatra, che gli aveva prescritto alcuni farmaci, tra cui l’antibiotico e il Bentelan, in serata la mamma gli ha somministrato i farmaci prescritti e poco dopo il bambino sarebbe diventato cianotico e avrebbe avuto un’insufficienza respiratoria. Da qui il trasporto al pronto soccorso dell’Ospedale di Licata, senza, però, nessun risultato positivo: il piccolo ha smesso di respirare poco prima di arrivare al nosocomio.

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Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Santo Fornasier, ha immediatamente aperto un’inchiesta, disponendo il sequestro della cartella clinica e l’autopsia sul corpicino del bambino.

Secondo i pareri di alcuni pediatri, infine, sembrerebbe piuttosto strano che la somministrazione del Bentelan possa essere la causa, perlomeno principale, del decesso del piccolo, poiché i cortisonici somministrati ai bambini sono confezionati in dosi tali da escludere qualunque conseguenze per la salute dei piccoli pazienti. Le cause potrebbero essere altre, forse lo stesso mix di farmaci.

Federica Palmisano