GENOVA, 29 FEBBRAIO –  Piove sul bagnato per Costa Crociere: dopo il naufragio della Concordia, l’incendio a bordo dell’Allegra. La “nave cristallo”, così è soprannominata l’Allegra, si trovava al largo delle isole Seychelles quando in sala macchine è scoppiato un incendio. Benché le fiamme siano state domate, l’imbarcazione è stata rimorchiata dal peschereccio francese Trevignon per essere portata verso l’isola di Mahè e l’arrivo è previsto per giovedì.

A bordo della Costa Allegra, partita dal Madagascar facendo rotta verso le Seychelles, sono presenti 636 passeggeri, di cui 212 italiani, e 413 membri di equipaggio. Tutti sani e salvi, secondo il comunicato della Costa, confermato anche dal Console delle Seychelles, Claudio Izzi, il quale ha assicurato che “non ci sono problemi per la sicurezza e per i passeggeri italiani della nave”.

Intanto, la Procura di Genova ha aperto un fascicolo sull’incidente “per atti non costituenti reato”: “Dalle informative che oggi abbiamo è emerso solo un incendio. Bisogna accertare se sia stato casuale oppure di origine dolosa. Ed è anche da valutare se vi sia stato pericolo per le persone”.

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Dopo questo secondo incidente, anche se stavolta senza vittime, negli ambienti della Costa inizia ad aleggiare lo spettro del fallimento: la reputazione della compagnia di Genova, che fa parte del colosso americano Carnival, sta colando a picco e ad una caduta di immagine potrebbe corrispondere un crollo commerciale. Si preannunciano tempi duri per la Costa: a marzo si terrà a Miami Seatrade, la più importante convention di settore del mondo, in cui il gruppo si presenterà con una credibilità minata pesantemente da due incidenti, specialmente dal naufragio della Concordia e dal comportamento del comandante Schettino, nonché dubbi sull’efficienza delle navi. A ciò si aggiunge l’approvazione del bilancio del 2011 che avverrà in primavera.

La Costa Crociere naviga proprio in cattive acque.

Giovanni Gaeta
Redazione Italia